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venerdì 18 aprile 2014

Cronache editoriali: Realtà 1 - 0 Fantasia

L'autoreferenzialità mi indispettisce.
E in Italia pare funzioni tutto così.
A partire dalla tv, in cui personaggi tv si invitano a vicenda in salotti tv a parlare di tv e di come loro ,la tv, la sappiano fare.



Ma anche l'editoria funziona circa alla stessa maniera: scrittori incapaci che incensano altri scrittori incapaci solo per venire incensati a loro volta da altri scrittori incapaci.
Io non voglio (ancora) fare nomi, perché banalmente e cinicamente avrei solo da perderci.
Vi racconto però una storia (vera, ma facciamo finta che sia una favola, così nessuno si offende... come diceva Mourinho "bassiamo i toni" :P )

C'era una volta uno scrittore (non molto dotato né a livello di estro né di tecnica (nidifico una parentesi in un'altra parentesi... con "tecnica" intendo la banale grammatica che si dovrebbe conoscere passando gli esami di quinta elementare che nemmeno so se esistano più) né di stile).
Ecco, la storia potrebbe finire qui, ma voglio divertirvi.
Questo scrittore ha cominciato a linkare su TUTTI i benedetti gruppi di del social regno incantato egalitario di facebook relativi a scrittura e non, il suo romanzo in vendita nel regno fatato di Amazon. (A dire il vero è una trilogia di romanzi, ma ve lo ripeto alla fine, perché a questo punto potreste non apprezzare appieno la portata di una tale affermazione.)

Insomma, metteva questo link ad Amazon, preceduto da una bella sinossi (riassuntino) introduttivo, tipo trailer.
Un supereroe bello, dannato e tormentato (visto che stiamo fantasticando, fatemi essere figo!) ha appena passato circa mezz'ora a cercarla (questa sinossi) ma non lo trova più, altrimenti ve l'avrebbe copiaincollata.
Comunque, già partendo dall'introduzione (il vostro eroe non ricorda se proprio dalla primissima frase, comunque dalla prima riga di sicuro), un qualsiasi lettore normodotato avrebbe detto:


Il messaggio di speranza dello scrittore finiva con un "tutti e 3 i romanzi a meno di 3 euro, se non è un occasione questa" (sì, senza apostrofo).
Dopo aver visto questo messaggio per 80 (niente eufemismi) volte in 3 giorni, spammato come se non ci fosse un domani in tutte le pagine riguardanti scrittura, dinosauri, macchine da cucire, resina fossile, servizi igienici (l'unica che avesse una qualche attinenza, forse), il vostro eroe bellomadannato si è deciso a commentarne uno, con tutta la cortesia di cui era capace.
"Messer scribacchino," disse il giovane eroe, "se la mia persona dovesse entrare nelli panni vostri, riterrebbe di rivedere il testo di codesta sinossi con una celertà senza iguali, acciocché la meschina figura di cui vi state testé rendendo protagonista, sta certamente... segandovi le gambe all'altezza delle ginocchia!"
Sorridente, il vostro eroe ha ripreso a svolgere i propri compiti quotidiani, felice di aver compiuto una buona azione, di aver avvertito del pericolo un aspirante collega.
Ma, come si dice, i migliori consigli vengono sempre elargiti a chi non ha orecchie per ascoltare.

Dopo qualche minuto di lavoro, il social network blu si tinge di rosso... un 2 nella casella delle notifiche attrae la mia attenzione:
"tale scrittore ha messo like al tuo commento... tale scrittore ha commentato un post che tu hai commentato".L'eroe rabbrividisce, poi si ricorda che la fatina del dentino gli ha fatto promettere di avere più fede nell'umanità e apre la notifica.
"Ciao, i consigli sono sempre benaccetti" avrebbe potuto iniziare meglio, tipo con grazie e basta, ma anche molto peggio, diamogli fiducia, la fatina del dentino prima o poi avrà ragione, se non altro per la legge dei grandi numeri. Continua a leggere. "segnalami gli errori che hai trovato, così se son da correggere li correggo".

Allora, NO! Qui si tratta di rileggere e se non li vedi da solo quegli errori, beh, allora io per te non posso fare proprio niente!
Esaurita la momentanea furia cieca (gran film), noto che tale scrittore commenta ancora:
"Comunque la presentazione non l'ho scritta io ma la mia editor"
"Uodddddaffffakkk?" rispose mentalmente il vostro eroe, con un autocontrollo degno della regina Elisabetta



Ma stiamo intendendo con "editor" quella figura professionale che dovrebbe essere molto competente in materia linguistica e di storytelling che prende un buono scritto di un autore (che dovrebbe essere a sua volta competente) e lo massacra fino a quando è stramaledettamente impeccabile? Perché un editor è questo, in fin dei conti.
A questo punto, il vostro eroe si dichiara sconfitto e fa proprie le parole di Dante:
"Non ti curar di lor ma guarda e passa"
Dopo tale intervento, lo scrittore ha continuato a postare i link al regno fatato di Amazon, preceduti dalla sinossi. Il vostro eroe (che vi ricordo essere figo!) ha, per scrupolo, letto un'altra volta tale introduzione e l'ha trovata identica in ogni virgola a quella precedente. Ha così deposto le armi e si è arreso.
Non prima che l'occhio gli ricadesse di nuovo sulla chiusura dell'introduzione, quel "tre romanzi a meno di 3 euro, se non è un occasione questa!"
Perché un eroe non è davvero tormentato se non si porta dentro almeno un'autobotte di morte e disillusione.



Ora, io non voglio mettermi su un piedistallo e giudicare a caso. Io giudico NON a caso dopo aver infilato le mani nel fango. E soprattutto non mi faccio scrupoli nel mio essere sincero e diretto. Non massacro per il gusto di massacrare, leggere cose belle mi rende felice come poche altre cose al mondo, quindi io mi approccio SEMPRE ai testi sperando che siano qualcosa che mi renderà felice.

La cosa che mi fa salire l'eugenetica è il fatto che certa gente non ha rispetto prima di tutto per i lettori che SONO SACRI (sono anche una specie in via d''estinzione), sapete come la penso. Pubblicare un romanzo o un racconto di merda e chiedere alla gente di spendere soldi ma soprattutto tempo per leggerlo è un insulto. E su questo punto non conosco compromessi o mezze misure.
Poi, in seconda battuta, come cavolo fanno quelli che scrivono bene a farsi notare in mezzo a un mare di idioti incapaci?
Prescindendo da me che sono anche abbastanza fortunato sotto questo punto di vista, i miei racconti ve li scaricate sempre in tanti e mi fa un sacco piacere.
Ma ci sono tanti scrittori che conosco che davvero meriterebbero, ma la gente non si fida e, scusate, CI CREDO che non si fida, una volta spende 3 euro per una trilogia come questa, legge le prime 2 pagine e butta il kindle nel camino perché ormai è irrimediabilmente corrotto!
Credete che una persona del genere comprerà ancora libri di esordienti di cui non sa niente?

In fin dei conti uno può anche essere un diamante, ma se lo si getta in un mare di liquame abbastanza profondo da farlo affondare, è un diamante che nessuno vedrà mai!
Tanti auguri. E buon weekend.

P.S. Sarà per questa mia innata sincerità che solo i colleghi ben sicuri delle proprie capacità mi abbiano mai chiesto pareri e recensioni?
Una volta un collega (tra l'altro uno di quelli che scrivono bene) mi ha detto "no, io non ti mando il mio manoscritto, perché poi te mi massacri!
(alla fine me l'ha mandato e io non ho pubblicato la recensione che avevo scritto, ma gliel'ho mandata per dargli spunti su cui lavorare, l'ha fatto e credo che quando finirà di revisionare, il suo romanzo sarà molto fico! Uno di quelli che comprerò e che vi consiglierò di comprare!)

Vi amo, ma voi siate più esigenti.
Il fatto che siete circondati da cacca non significa che a voi la cacca debba stare bene! E che diamine!


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lunedì 14 aprile 2014

Le 10 cose più odiose che succedono sui social network

Oggi parliamo dei comportamenti più odiosi di cui le persone si rendono protagoniste sui social network.
Credo sia assolutamente innegabile che facebook, twitter, instagram e compagnia bella risucchino una buona fetta del nostro tempo e dei nostri pensieri quotidiani, quindi, come una volta le comare spettegolavano su quello che aveva fatto Tizio nella piazza del mercato, o Caio con la vicina di casa, o Sempronio (Svensson, ovviamente) con la figlia del macellaio, oggi sul banco degli imputati finiscono i frequentatori di social network.
Oggi ci focalizziamo su facebook che tanto è in assoluto il più usato e costituisce il campione più ampio cui attingere.
N.B. i nomi utilizzati sono tutti di fantasia, se per caso doveste trovare casi di omonimia sono del tutto involontari.

Beh, dai, cominciamo... modalità odio feroce: attivata.

10) Il liker compulsivo.
Tipico di facebook. Ci sono persone che mettono like a qualsiasi cosa postiate, scriviate, commentiate voi come qualsiasi altro dei loro contatti.
Ora, assumendo che è (il presente indicativo è voluto!) IMPOSSIBILE che a una persona piaccia tutto, è evidente che chi fa così lo fa perché vuole attenzioni. Vaffanculo.




9) Quello che a malapena conosce l'italiano e "ha stretto amicizia con":

  • Svetlana Maialakova
  • Tomoko Suka
  • Adelita quel Chapal y Cojones Sikhakha

e ti si vedono le palle, cicciailculo! [cit.]


8) Quello che ti intasa la homepage con "a Sempronio Svensson piacciono le seguenti pagine":

  • Vagine predatrici
  • Labbra come aspirapolveri
  • Selfies porno soft hard chicotilla superstar girella sadomaso +18 (che poi, si dice 18+)
  • Asian Bitches
  • Russian Bitches
  • Inuit Bitches
  • Dolphin Bitches (l'interracial non è mai stato così estremo)
  • MILF luride che aspettano solo te (e i tuoi soldi, aggiungo :P )





Questo individuo manderà anche 12499532 inviti al giorno a pagine dai nomi ammiccanti come:
Scopa subito nella tua zona (eh?)
1'000'000 di ragazze fatte apposta per te (intendete dire intelligenti?)
Incontra la tua anima gemella e facci sesso (eh?)
Che poi, dico, perché inviti me? Non ti sei accorto che:
a) sono un maschio
b) non sono il tuo tipo
c) nell'ipotetico remoto caso in cui accettassi, sarei concorrenza


7) Quella che posta 200 foto di lei in discoteca in atteggiamenti lascivi (da zozza), sempre con un cocktail in mano (sempre pieno, ma dico, ma li bevete anche o li prendete solo per fare le fotografie? Come i libri finti che mettono sugli scaffali all'ikea per far sembrare che tra il reparto salotti e quello camere da letto ci viva una famiglia che voi non potete vedere, tipo gli ebrei nella Germania nazista), sempre attorniata da 13 maschi sudaticci che fanno espressioni da improbabili #bellimadannati.
Poi, curioso, vai a vedere il suo profilo e Giovanna 'birichina' Montalcini ha stretto amicizia con

  • Mario "trapano" Cortinovis
  • Kiko "coatto" Pantelleria
  • Giaguaro "er giaguaro" Giaguaro
  • Simone "32CM" Esposito (personaggio che, se foste google, gli direste "intendevi forse 32 QI?")
  • e altri 1234 Utente "arrapato" Medio

Capisco tutto e ognuno è libero di vivere la propria vita come gli pare, ma poi non postarmi frasi tipo "io gli uomini che trattano le donne come oggetti non li sopporto", altrimenti mi parrà lecito pensare che la coerenza tu l'abbia imparata dai libri dell'Ikea di cui sopra.




6) Vi piace il mio nuovo taglio di capelli?
E nella foto si vedono solo 3 centimetri di capelli, roba che si possono valutare solo eventuali doppie punte, ma le tette e le chiappe sono un superprimissimopiano. Magari in qualche posa ammiccante. Sparati.




5) Quelli che "io odio questa, questa e quest'altra cosa" e l'unica cosa che ti viene da pensare leggendo certi status o vedendo la condivisione di certe immagini è:
"il bue che dà del cornuto all'asino".
Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.


4) "Metto il like alla tua pagina solo se metti il like alla mia!"
I social network sono luoghi di socializzazione virtuale, ma questo non significa che le buone maniere vadano gettate giù per lo scarico del water.
La frase "ci sono modi e modi di dire la stessa cosa" non vi suona familiare?
Provare con un: "Bella pagina :) ne ho una anche io, magari passa a darle un'occhiata se ti va e poi fammi sapere cosa ne pensi e se ti piace lasciaci un like ;) "
La CORTESIA non è un optional! Altrimenti il tuo like te lo puoi infilare nell'uscita sul retro del tuo apparato digerente!


3) Quello degli inviti ai giochini!
Non lo nascondo, ho avuto anche io un mesetto della mia vita, agli albori di facebook, in cui giocavo ai giochini, ma allora c'erano delle questioni da tenere in considerazione:
a) a mia memoria non si potevano invitare tutti gli amici con un solo click, quindi ogni molestia digitale la si doveva pagare a suon di click e artriti reumatoidi all'indice, nonché con una bella sindrome del tunnel carpale,
b) c'erano 10 giochini in tutto, tutti di zynga, tutti uguali a parte che in uno al posto della fattoria c'era il castello, in un altro il bordello e nell'ultimo il ***ello (non mi veniva una rima all'altezza della situazione, quindi lascio a voi l'onere di trovarla).




Oggigiorno la situazione è diventata insostenibile. Fino a quando facebook non ha inserito l'opzione "che questa applicazione la smetta di rompere i cojones", la vita sul social blu era impossibile.
Che poi, mettetevi nei panni di qualcuno che ha già problemi relazionali di suo, la situazione può finire in tragedia...
Uno arriva a casa dopo una serata storta e si trova 142098 notifiche e 1414 richieste di amicizia, contento per essere diventato popolare tutto d'un colpo, apre i menù e vede che le richieste di amicizia son tutte di cinesi che giocano a qualche giocone a cui il nostro eroe si è inavvertitamente iscritto 4 anni prima e le notifiche sono tutte "prova il supergiocone", oppure "mandami una supposta energetica per il supergiocone, ne ho bisogno".
Come si dice, dare la speranza a qualcuno per poi distruggergliela è la cosa più malvagia dell'universo. Il nostro eroe non avrà altra scelta che andare in cucina, decapitarsi con un pelapatate, gettare la propria testa nel lavandino pieno per annegare nel nelsen e poi cospargersi di olio di semi e rotolarsi in padella a fuoco vivace come dice la Benedetta Parodi (che, ho scoperto ieri, non fa più cotto e mangiato... certezze che crollano inesorabilmente sul tuo mondo, minandone le fondamenta).




2) I profili fake di presunte strafighe asiatiche/russe che sono, strano, delle supernerd che bevono birra, mangiano pizza e giocano ai videogiochi come se non più dei maschi.
Tutte ovviamente stramagre con le tette che paiono zeppelin (dirigibili) con valvole del gas impazzite, coperte con una quantità di stoffa totale che non basterebbe a cucire una cravatta e che si strusciano controller sui capezzoli..............
Ora, se già non vi è venuto qualche sospetto vedendo una strafiga che non conoscete che vi manda richieste di amicizia, potreste anche prendervi la briga di spendere 0,4 secondi per cliccare col pulsante destro del mouse sull'immagine del profilo di questa presunta vostra spasimante e cliccare poi sulla voce "cerca questa immagine con google". SE (e succede SEMPRE) vedete che la foto è di una pornostar idol koreana o di una modella russa, magari a questo punto qualche dubbio potrebbe venirvi, no?
Ma che dico, assolutamente no, di sicuro voi siete così fighi che richieste di amicizia da persone così sono la norma, perfettamente plausibili... ve ne arrivano a dozzine ogni giorno... e le accettate TUTTE!



1) Quello che "Tizio ti ha mandato una richiesta di amicizia", tu, incuriosito, accetti, magari è qualche vecchio compagno di classe delle elementari che ora abita dall'altra parte del mondo e che è così cambiato che dalla foto profilo non lo riconosci.
Quindi gli scrivi "ciao, scusa, guardando le foto non riesco a capire chi tu sia, mi rinfreschi la memoria?" e ti risponde "no, non ci conosciamo".
Quindi tu, che la logica non l'hai imparata sui libri dell'ikea, chiedi "ah, capisco, non so, posso fare qualcosa per te?" e ti rispondono "no", smettendo di interagire con qualsiasi altra domanda tu rivolga loro.
E a quel punto smetti di cercare di capire il genere umano e pensi che in fin dei conti l'opzione "socializzare con i piccioni al parco" potrebbe avere sulla tua vita un impatto molto più significativo.
E tu, come tutti, disprezzi i piccioni.




So che questi 10 non sono tutti i comportamenti fastidiosi, sono solo, in ordine, quelli che ho riscontrato negli ultimi 2 giorni! :D
Quindi lasciatemi nei commenti ciò che più vi dà fastidio di ciò che vedete tutti i giorni sui social e vedremo di espandere questo post con un'altra raccolta! ;)


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lunedì 7 aprile 2014

Le 7 frasi da non dire mai a nessuno



Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un post che si intitolava "7 frasi che non dovresti mai dire a qualcuno", l'ho letto e speravo di farmi due risate, invece aveva toni molto seri e psicologici. Interessante, quindi, ma nulla più.
Le frasi erano (l'articolo era in inglese ma ve le traduco):

  1. Vergognati!
  2. Cresci!
  3. Se tu davvero mi amassi, allora...
  4. Perché l'ho detto io!
  5. Perché non puoi essere più...
  6. Sei troppo bella/brava/buona/ecc per...
  7. Calmati
Le motivazioni erano cose tipo "se dici questa frase è come se tu ti ponessi al di sopra dell'altra persona", oppure "dicendo così a qualcuno, se poi accadesse questa o quest'altra cosa, allora queste parole vi si potrebbero ritorcere contro" eccetera.
Motivazioni sacrosante, ma noi, spero, siamo meno noiosi, quindi ora io vi do le mie 10 frasi che non dovresti dire mai a nessuno, con tanto di spiegazione del perché (magari alcune saranno anche simili a quelle della lista sopra, ma per motivazioni diverse).
10, sì, gli elenchi si fanno a 3-5-10. Perché 1 non è un elenco, 2 è da stronzi, quindi minimo 3. Da lì in poi regna sovrano il numero di dita che avete nelle mani, quindi 5 o 10.


1.
Mi sono scopato la tua ragazza/tua sorella/tua madre/il tuo cane(lo so, quella del cane è da persone disturbate, ma so per certo di una persona che ha infilato una matita nell'ano al gatto di un mio amico, quindi, amici miei, meglio mettersi il cuore in pace e accettare il fatto che là fuori è pieno di persone disturbate... prepariamoci al peggio)
Decisamente questa non è una buona frase di apertura per una conversazione.
Se andate a letto con una delle donne più importanti della vita di un uomo, quell'uomo non lo vorrà sapere, mai. Ci sono casi in cui l'ignoranza è un bene.
Se vi sentiste proprio in obbligo di condividere queste informazioni, dovreste considerare l'idea di spendere qualche centinaio di euro per pagare uno psicologo a cui potrete dire tutto quello che vi pare e lui sarà obbligato a mantenere il segreto professionale.
Va da sé che se vi siete scopati la figlia dello psicologo, dovreste con tutta probabilità rivolgervi a un diverso professionista del settore per le vostre esternazioni.
Un'antica leggenda cinese vuole che, dicendo una di queste frasi a un uomo felice in un qualsiasi momento diverso da una notte di luna nuova che cada il 31 febbraio, proverete su di voi un'epica tecnica marziale sviluppata da una donna di nome Lorena Bobbit in Virginia, ormai molti anni or sono.

2.
Il cane lo abbandoniamo in autostrada.
C'è poco da dire, l'unica possibile reazione a una frase del genere contempla un imbuto, il vostro ano, una tanica di benzina e un accendino.
In caso il destinatario di un'esternazione simile non dovesse avere questi materiali a portata di mano, sappiate che c'è un'alternativa meno utilizzata ma altrettanto efficace che include una grattugia, del sale grosso, i vostri genitali e dell'olio bollente (questa è la ricetta low cost che si può fare con tutti i materiali di recupero che si trovano in ogni cucina, perché, giustamente, bisogna sempre tenere un occhio al portafogli, la benzina costa).

3.
Sei ingrassata?
NO! Nemmeno nelle varianti diplomatiche tipo "guarda, sei ingrassata, ma stai benissimo con questi chiletti in più" o "guardati che bella che sei, ci voleva proprio di vederti finalmente con un po'più di curve" oppure "ti sono cresciute le tette?".
Tutte queste frasi è arcinoto che siano formule magiche di trasformazione di potenza incommensurabile che creano effetti randomici di portata devastante. Trasformano la persona cui le avete pronunciate in una creatura mitologica a caso: si va dai draghi, ai minotauri, alle fatine complessate in disperato bisogno di conferme (che sono le più temibili).
Le possibili conseguenze sono davvero imponderabili.
Sono serio.
Non vi porto esempi perché, non posso neanche dirvi il perché, maledizione, a volte conoscere tante persone ci infila un bavaglio in bocca. MA sappiate che è una cosa che NON dovete fare, MAI. Spero solo abbiate imparato a fidarvi un pochino del sottoscritto :D

4.
Ho defecato nella sua minestra.

Questa va evitata come la peste. Non tanto perché faccia schifo, ma perché, ricordando che il mondo è pieno di persone con un sacco di problemi, correte il serio rischio che la persona cui la dite vi rivolga uno sguardo sognante e vi risponda "sìììì" con una roca voce sexy e un'improvvisa sudorazione da eccitamento sessuale.
Seriamente, gente, il mondo è pieno di gente strana, state sempre attenti a rilanciare sulle cose che fanno schifo, perché non sapete mai chi avete di fronte. Sospettate sempre, soprattutto dei più insospettabili.

5.
Calmati
Qui dipende da persona a persona.
Dirlo a un maschio vi dà il 50% di possibilità che lui si calmi e il 50% che vi tiri un pugno in faccia e sfoghi su di voi le sue frustrazioni. Sempronio Svensson mode: on.
Con un maschio ubriaco o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti (quindi con praticamente ogni maschio sulla faccia della terra), le probabilità diventano 0% per il fatto che si calmi e 100% per il fatto che vi tirerà un pugno in faccia.
Dirlo a una donna, invece, porta a un unico risultato: com'è che si dice, "benzina sul fuoco"?
Solo che la tanica con cui la versate, non ha valvole di sicurezza e la fiamma risalirà fino a dentro il contenitore e voi esploderete tra le fiamme, destinati a morire tra atroci sofferenze fisiche e psicologiche. A meno che voi siate Danaerys Stormbor of the House Targaryen Queen of the Andals and the Rhoynar and the First Men Lady Regnant of the Seven Kingdoms and Protector of the Realm Khaleesi of the Great Grass Sea the Unburnt Mother of Dragons, allora del fuoco potete fregarvene e dire "calmati" a tutte le persone che volete, perché tanto se si incazzano potete sempre dire la parola magica: Dracarys.





I più svegli si saranno sicuramente accorti che l'elenco va dall'1 al 5... e invece avevo detto che sarebbero state 10.
Questo perché vi invito a scrivere nei commenti le vostre proposte di frasi da non dire MAI a qualcuno, comprensive di spiegazione. Poi io selezionerò le migliori e le rivisiterò per creare il secondo post che ci porterà dalla posizione 6 alla 10 ;)

Quindi, forza, lasciatemi i vostri spunti, ne ho bisogno! :)


E, se vi gira, condividete il post, likatelo, eccetera. Magari mettete un like anche alla pagina facebook (nella barra a destra), non si sa mai che si riesca a farla crescere ancora :)
Poi, dai, i miei post del lunedì rendono palesemente migliori la mattinata più traumatica della settimana, fate un'opera di bene diffondendoli, non siate egoisti :)


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venerdì 4 aprile 2014

Insulti romantici: regalare un fiore

Insulti romantici sembra un controsenso, una contraddizione in termini. Beh, non lo è.




Ieri ero incazzato con l'universo (capitano quei giorni in cui ti senti in modalità rivoluzione francese e accomoderesti una lama da 90kg tra il capo e le spalle di ogni persona che incontri) e in quei giorni è meglio starmi alla larga (dicendo "in quei giorni" mi sembro la mia ex ragazza quando mi avvertiva di non romperle le palle perché aveva il ciclo).

Comunque, ho pensato a cosa mi avrebbe potuto far tornare almeno un pochino di buonumore e mi sono ricordato di quando ero "una persona peggio" [quasi cit.] e massacrare verbalmente la gente mi migliorava le giornate. Ne è venuto fuori che...


Mario arrivò all'appuntamento trotterellando, aspettava quel momento da giorni. Guardava le vetrine, le persone, i mezzi della sua Milano, passargli accanto in una girandola di colori tendenti al grigio, quegli stessi colori che spesso lo avevano depresso fin nel profondo.
Ci sono giorni, tuttavia, in cui persino il grigio trasuda vita.
Giunse con qualche minuto di anticipo di fronte a Cioccolati Italiani, location scelta ad hoc sui gusti di Chiara, per cercare di ammorbidirla: il fatto che lei avesse acconsentito a uscire con lui, non era affatto garanzia che le cose sarebbero andate bene.
Mario avrebbe avuto bisogno di tutto l'aiuto possibile per riuscire a conquistarla e le fontane di cioccolato del locale sarebbero state alleate preziose.
Continuava a guardare nervoso l'orologio, poi la strada, le fiumane di gente che scendevano ogni manciata di minuti dai tram su Corso Genova.
Dopo un'attesa che gli parve eterna, finalmente la vide. Sbucò da dietro una colonna di macchine ferme al semaforo, un vestitino giallo che svolazzava verso di lui nella brezza primaverile. Gli arrivò davanti che ancora non era riuscito a formulare un pensiero di senso compiuto.
"Ehi, ciao, scusa il ritardo." gli disse.
"Aajs moidk aofj" rispose lui cercando di mostrarsi sicuro di sé e di sfoderare un sorriso da bellomadannato tipo i modelli sui cartelloni pubblicitari.
Lo guardò con aria interrogativa, istanti di silenzio che parvero ore, poi gli sorrise.
"Ho tardato perché mi sono fermata a comprarti una cosa." gli disse tenendo le mani dietro la schiena.
Mario si sentì il cuore esplodere.
Chiara portò le mani davanti al grembo, tra le dita stringeva un piccolo fiore dai petali blu che, lenta, infilò nel taschino della giacca del ragazzo.
"Per me?" chiese lui balbettando.
"Certo," continuò lei abbassando appena la voce, quasi sussurrando, "questo piccolo gesto contiene tutto quello che ho sempre pensato di te."
"Cioè?" ribatté lui, al centro di un attacco di balbuzie dilagante.
Gli si avvicinò, fino a sfiorargli l'orecchio con le labbra. Poi cominciò a canticchiare un motivetto orecchiabile.
"Che sei una merda, inequivocabilmente merda! Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Ora il fiore è nel posto giusto per crescere bene!"
Poi gli sorrise e se ne andò trotterellando, con il margine inferiore della gonna che ondeggiava a destra e sinistra.

Perché vi ho raccontato questa storia? Perché il mio umore era così nero che solo vedere una scena del genere avrebbe potuto strapparmi un sorriso. Per quanto la situazione di Mario sia tragica, una scena del genere vista e non vissuta è assolutamente esilarante.
E poi nei panni di Olmo (che, è anche l'anagramma di Lomo) e in coppia con la Cortellesi, De Luigi ha dato di sicuro il meglio di sé.

Insomma, prendetela come spunto per qualche vendetta crudele ai danni di qualcuno che con voi ha fatto lo stronzo in maniere inqualificabili. Ovviamente funziona anche a sessi scambiati.

Quindi tu, ragazzo che sei stato maltrattato, un consiglio:

Insulta una ragazza, regalale un fiore!


Per oggi è tutto, come al solito vi invito a mettere un like al post, condividerlo e venite a trovarci sulla nostra nuova pagina facebook, specifica per questo genere di cose, si chiama "insultare le persone con parole che non conoscono" e la trovate cliccando QUI.
Ci sono un sacco di spunti per dire alla gente le peggio cose in modi molto soddisfacenti :)





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mercoledì 2 aprile 2014

A scuola di insulti, per vivere meglio

Scuola di insulti?
Esatto, avete capito bene.

Partiamo da un pochino più "lontano".




Prima premessa
Diverse università di tutto il mondo hanno dimostrato più e più volte con un sacco di studi e ricerche che il potere di un insulto è infinito, porta benefici alla salute.
Quante volte lo abbiamo provato sulla nostra pelle? Siamo incazzati come pernici idrofobe ma, proprio quando cominciamo a sbraitare e inveire contro altre cose e/o persone (specialmente contro la causa della nostra incazzatura), ci sentiamo subito meglio.
L'insulto è una valvola di sfogo per lo stress, soprattutto se praticato urlando e con l'aggiunta della distruzione di qualcosa.
(Lomo's Log non vuole che voi andiate in giro a spaccare tutto tipo Hulk quando siete nervosi ma, se proprio dovete farlo, almeno non dite che l'avete sentito qui :D )

Seconda premessa
Tutto il giorno, tutti i giorni, troviamo sul nostro cammino persone che con il loro comportamento, la loro strafottenza, ci fanno uscire dalla grazia di Dio (cioè, vi auguro di no, ma so che succede).
E sono quelle persone che non si incazzano mai perché fanno le arroganti, insultano e passano oltre, lasciando noi st*onzi a roderci il fegato.

Ultima premessa
La penna ne ferisce più della spada, chi di spada ferisce di spada perisce, a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Tre semplici regole che tutti conosciamo e che giustificano ampiamente quello che sto per proporvi.




QUINDI
Io dico di rispondere agli insulti con gli insulti, ma dove non arriva la volgarità dei nostri interlocutori, arriva con precisione chirurgica la lingua italiana.
Perché, sapete, ci sono parole che a tratti sono quasi impronunciabili, ma che hanno tanti e tali significati e tanti e tali sottintesi che danno una soddisfazione infinita nel pronunciarle. Una soddisfazione superata solo dall'espressione interdetta dello stronzo a cui ci rivolgiamo che non ha la minima idea di quello che gli stiamo dicendo.
Tanti dicono che bisogna essere superiori.
Io dico "sì", siamo superiori e schiacciamo con il tacco della scarpa quella gente, fino a ricacciarla nel LOTO da cui proviene e da cui non sarebbe MAI dovuta uscire. Ma sempre con amore... u.u
Ok, forse il mio modo di intendere la frase sopra si discosta in buona parte dall'accezione data da chi l'ha detta in origine ma che ci posso fare... si dice che le persone tanto sentono sempre e solo quello che vogliono sentire. ;)

Tutto questo ragionamento per dire cosa?

Che da oggi apre una nuova sezione del blog (Scuola d'insulti) dedicata proprio a fornirvi gli strumenti verbali per insultare le persone senza essere (troppo) volgari.
Parole su parole che lo stronzo medio non ha mai sentito in vita sua, accompagnate da qualche spunto creativo per poterle usare al meglio. :)

Perché, come diceva Eric Cartman: "L'unico modo di combattere l'odio, è con più odio".
Però i Jedi dicevano anche che non bisogna odiare il proprio nemico ma il suo cuore corrotto.



Combattuti tra queste due posizioni,
noi insultiamo, con stile!


C'è anche una nuova pagina facebook dedicata a questa pratica, la trovate cliccando sull'immagine che vi metto qui sotto:




Accorrete numerosi e aprite la vostra mente all'apprendimento.


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lunedì 31 marzo 2014

10 motivi per stare con una ragazza che legge

10 motivi per stare con una ragazza che legge...
Vediamo... la difficoltà di oggi sarà concentrare tutte le motivazioni (infinite) in una lista di 10 che, secondo me, sono le più importanti. Ma ce la possiamo fare.



10
Una ragazza che legge, se voi avete qualcosa di importante da fare, si siede sul vostro letto e comincia a leggere e, per tutto il tempo in cui avrà in mano un libro, non continuerà ad aggirarsi per la stanza, passandovi davanti, sbuffando, facendo versi strani, battendo col piede a terra e consimili. Se potete sopportare il dolce suono di una pagina sfogliata di tanto in tanto, una ragazza così è perfetta. Altrimenti compratele un kindle e perfetta lo diventerà. I 100 euro meglio spesi della vostra vita, parola mia.



9
Amplia il numero di citazioni utilizzabili per portare avanti comunicazioni segrete (la gente in generale non legge, chiamare qualcuno che vi sta sulle palle con un nome in codice tratto da un personaggio rompipalle di un libro, vi renderà immuni dall'essere sgamati!).

8
Quando sparlate degli altri, potete farlo con un vocabolario molto più ampio, l'italiano fornisce spunti lessicali IMPAREGGIABILI per massacrare verbalmente le altre persone.

7
Capisce il valore del silenzio (cosa non comune tra le ragazze che non leggono).

6
Nei libri succede di tutto, grazie a questo lei sarà un tipo di persona che si porrà pochi limiti e ancor meno limiti porrà a voi, anzi, probabilmente vi spronerà a intraprendere imprese folli e ci si imbarcherà con voi chiamandovi "capitano", cosa che, diciamocelo, è il sogno di ogni maschietto!


5
Le ragazze che leggono sono più intelligenti di quelle che non lo fanno. So che voi signorine siete fissate col fatto che a noi maschi piacciano le fighe mentalmente incapaci, ma sappiate che non è proprio così. Cioè, se vediamo una sgnacchera non è che non pensiamo a farle le peggio cose, ma quando guardiamo una signorina intrigante con cui possiamo anche parlare, una che ci capisca e ci supporti, beh, that's amore! Una roba che annichilirà qualsiasi grado di figaggine di qualsiasi supermodella (che comunque continueremo a guardare, ma solo perché, quando non si tratta di noi stessi, siamo degli esteti). Provate a chiedere a qualsiasi maschio innamorato cosa gli piace di più della sua donna, non vi risponderà MAI partendo con un "hai visto che tette?". Se lo fa, non è innamorato.
Quindi va bene sfasciarvi in palestra per essere carine, ma sfasciatevi anche in biblioteca, perché è quello che vi rende interessanti.



4
Le ragazze che leggono sono mediamente più calme. Quando decidono che siete stati troppo imbecilli per poter godere della loro presenza, avete più possibilità che se ne vadano senza sbattere la porta. Se avete pagato voi gli infissi di casa e/o avete visto il conto, apprezzerete di sicuro una ragazza che li tratta con lo stesso rispetto che si tributerebbe a un lingotto d'oro.

3
Vi darà tutta una serie di appellativi fantastici con cui definire la vostra ex. Parole con più di tre sillabe e che magari non avete mai sentito in vita vostra.


2
Sa che in ogni storia l'eroe ha buone probabilità di fare una scelta idiota che manderà a puttane lo status quo, quindi lei saprà apprezzarvi anche (e soprattutto) se non siete l'eroe. Una ragazza che legge riesce a trovare molto intrigante anche il cattivo della storia, o un gregario molto ben caratterizzato. Con una ragazza che legge potrete essere voi stessi senza che lei vi scarti solo perché non siete il tipico maschio alfa.

1
Stare con una ragazza che legge, vi dà ottime garanzie sul fatto che anche i vostri figli leggeranno. Se questa cosa non vi sembra la più importante dell'universo, sparite!



Extra (la più importante)
Una ragazza che legge cresce con la consapevolezza che le difficoltà, le prove, sono parte del gioco. Sa che per arrivare alla fine della storia bisogna faticare, bisogna sputare sangue, che solo chi non molla ed è determinato potrà raggiungere i propri obiettivi. L'ha visto centinaia di volta in centinaia di storie che ha sentito sue. Voi dovrete solo assicurarvi che per lei ne valga la pena e per voi combatterà con le unghie e con i denti...

... e con una proprietà di linguaggio che, diciamocelo, è stramaledettamente sexy.




Quindi, signori, se vedete una ragazza che legge, fate le seguenti cose:
1) Controllate che il libro non sia al contrario, le hipster tengono in mano i libri solo per darsi un tono.
2) Controllate il nome dell'autore del libro, ci sono scrittori che affossano l'appeal di una lettrice invece che innalzarlo.
3) Se i passaggi 1 e 2 sono andati bene, cominciate il vostro approccio con un congiuntivo usato correttamente nelle prime 3 parole e giocatevi la vostra chance!


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sabato 29 marzo 2014

Arroganza, minoranze e buonismo dilagante.

Educazione, arroganza e minoranze... come questi concetti sono legati tra loro?
Attraverso il buonismo dilagante di una società che "il troppo non stroppia mai", soprattutto quando si parla di garantismo.
E Tizio non si può nemmeno redarguire perché ha avuto un'infanzia difficile, e Caio non può prendere un ceffone perché altrimenti sei un violento, e Sempronio ha ragione perché appartiene a una minoranza (non ci sono, in effetti, moltissime persone che come Sempronio Svennsson sbagliano sempre tutte le scelte 50-50) e se ti azzardi a dare contro a qualcuno che è gay/nero/giallo/ciclamino/altro, allora sei omofobo/razzista/maledetticinesista/ciclaminofobo/altrofobo.




A nessuno viene mai in mente che magari non è che ce la prendiamo con pinco pallino NON perché è gay/nero/giallo/ciclamino/altro ma semplicemente perché è un imbecille?
Voglio dire, il mondo è pieno di imbecilli, pensare che nelle minoranze non ce ne siano è la cosa più stupida dell'universo.
E noi intanto ci ritroviamo con gay/neri/gialli/ciclamini/altri che distruggono il mondo con le loro "opinioni" o le loro definizioni di... qualsiasi cosa.
Io credo che nascondersi dietro l'appartenenza a un gruppo per legittimare la propria opinione o la propria inattaccabilità, sia una delle più gravi scorrettezze che si possano commettere.
La prospettiva è agghiacciante.

Poi è ovvio che le persone si incazzano. Ne subiscono di tutti i colori, vedono cose che non stanno loro bene tutto il giorno tutti i giorni ma non possono dire niente, altrimenti è la fine.




Le persone dovrebbero dividersi in due sole categorie:
quelle sensate;
quelle insensate.

E se non ti stai nemmeno ponendo il problema di in quale categoria tu sia, allora mi sa tanto che sei nella seconda!
Quindi guardati un po'dentro e datti un senso.


E poi che discorso è che uno non può odiare qualsiasi cavolo di cosa che gli pare?
Io, per esempio, odio:

  • I francesi
  • Le persone che frenano senza motivo in autostrada creando code di km
  • I pizzaioli che sbagliano la farcitura del calzone (perché te ne accorgi al boccone e non è mai una buona esperienza)
  • Le persone che tradiscono l'altrui fiducia
  • I genitori che non si prendono cura dei propri figli
  • I padroni che non si prendono cura dei propri cani (niente contro gatti o altri animali, ma sono più un tipo da cani)
  • Le persone che si credono più furbe di te e cercano di fregarti convinte che tu non te ne accorga
  • eccetera
Capite che ci sono poche persone che riescono a salvarsi da questa selezione (che sarebbe potuta andare avanti per 53927 pagine)?


Fermo restando che è sacrosanto diritto di ogni essere umano odiare chi diamine gli pare, il punto del discorso è un altro.

Perché io che trovo un francese gay non lo posso odiare altrimenti sono omofobo?
Perché io che vedo un nero frenare a caso in autostrada non posso prendermela con lui altrimenti sono razzista?

E così via...

Quello che mi chiedo è: sono solo io che la penso così?
C'è qualcun altro là fuori nel mondo che come me è convinto che nel primo caso il fatto è che è francese e nel secondo che frena a caso in autostrada e che quindi omofobia e razzismo non c'entrino assolutamente niente?
Perché mi rendo conto che un discorso come questo, proprio a causa del finto perbenismo che pervade la nostra società, non ci si azzarda a prenderlo neppure alla lontana. Però io sono davvero curioso di sapere se sono l'unico che la pensi così e quindi sono pazzo, oppure se sia solo una questione di evitare il discorso per quieto vivere ed è il mondo ad avere un problema di comunicazione.

Poi, per inciso, non capisco l'abuso della parola fobia. Fobia significa paura. Io credo che la stragrande maggioranza delle persone non siano spaventate ma, al contrario, siano banalmente incazzate come delle iene.

Il buonismo secondo me sta rovinando intere generazioni di persone.
Da una parte crea persone a cui non si può MAI dire niente, che pensano che tutto sia loro dovuto e che l'impunità regni sovrana nelle loro vite. Dall'altra crea una quantità immane di gente condannata a non poter vedere briciole di giustizia sociale nemmeno col binocolo.

Ciò che rende questo problema ancora più grave è che gli appartenenti a queste minoranze, capito l'andazzo, cominciano spesso ad abusarne, lasciatemelo dire, con un'arroganza senza pari.
Sono sicuro di non dover fare esempi, ognuno di voi so che ha visto e vissuto ciò di cui parlo anche sulla propria pelle, nel proprio quotidiano. Io lo vedo tutti i santi giorni.

Quindi non so davvero cosa dire, voi cosa ne pensate? Pensate che io sia pazzo o credete che io abbia almeno un po'di ragione?
Magari scrivete nei commenti oppure scrivetemi in privato, l'unica cosa che vi chiedo è di lasciare a casa il buonismo e di cercare di affrontare la questione in modo oggettivo.
Questo significa anche non scadere negli slogan e nella demagogia spiccia.
Perché il mio pensiero NON è che omofobia, razzismo, eccetera non esistano, solo che non sono d'accordo quando certe parole vengono usate come scudo per proteggere e legittimare gli idioti.

D'altronde, so di una formula magica molto potente che serve a ristabilire l'equità e la giustizia sociale... per chiunque creda nella magia, comincia circa così:
"Ezechiele 25:17, il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dall'iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi..."
Abracadabra bang bang!



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lunedì 17 marzo 2014

Salvare il mondo, un libro alla volta

Salvare il mondo è possibile?
Nì.
Salvarlo da cosa, poi?
Tanti e tali mali lo affliggono che a pensare di estirparli tutti viene la nausea in via preventiva.
MA (i nostri amatissimi "ma"), ognuno di noi ha le proprie passioni, i propri interessi, ambiti in cui spende molto del proprio tempo.

Bene, direi che si dovrebbe cominciare da quelli.

guardate l'immagine, poi capirete.


Oggi, infatti, parlo a chi condivide con me la passione per la lettura.
Spesso abbiamo l'impressione che cambiare il mondo leggendo sia una di quelle cose un po'a metà tra l'astratto e l'utopico.
Del tipo: io leggo, divento più colto, QUANDO TUTTI FARANNO COME ME (come diceva la Carrà... tanti auguri!) la cultura salverà il mondo.
Non fraintendetemi, secondo me è una strategia assolutamente funzionante, ma un po'astratta.

Comunque, da oggi c'è un nuovo modo per salvare il mondo leggendo.
Vi parlo infatti di un'iniziativa lodevole proveniente da un editore con cui collaboro e di cui vi ho già parlato in altre occasioni: I Sognatori (la factory editoriale).

Uno dei colleghi di questa factory lavora da decenni in Africa occidentale e, accanto al proprio lavoro, ha sempre cercato di fare quanto in suo potere per dare una mano all'alfabetizzazione, alla cultura, all'innalzamento delle condizioni di vita delle popolazioni locali.
In una delle aree in cui ha operato (si parla del Burkina Faso), alcune catastrofi naturali hanno distrutto l'unico polo di cultura nel raggio di chilometri: la biblioteca.
Con un acume e una lungimiranza degne di un'umanità migliore rispetto a quella con cui siamo abituati a confrontarci tutti i giorni, gli enti locali hanno deciso che, oltre a ricostruire tutto ciò che di primaria importanza (per la sussistenza) era stato distrutto, avrebbero voluto ricostruire in modo più solido e con più criterio proprio la biblioteca, che era stata l'unico posto in cui poter ottenere nozioni e cultura in modo gratuito e indiscriminato.

So che per noi che viviamo in Europa questa notizia non sembra nulla di eclatante, siamo abituati a essere circondati da libri e informazioni, a venire bombardati da nozioni, storie, cronaca tutto il giorno e tutti i giorni.
Ogni cosa che cerchiamo richiede come sforzo massimo quello di infilare una mano in tasca e prendere lo smartphone.
Ci sono luoghi, nel mondo, in cui questi presupposti per noi tanto naturali non sussistono.
Posti in cui una biblioteca è l'unica speranza per migliaia e migliaia di persone per poter conoscere qualcosa di più che una vita in balia degli eventi.
Per farvi capire le proporzioni, vi faccio un semplice esempio, banale forse, ma di sicuro esplicativo.

Aprite le ante sopra il lavello e prendete un bicchiere pulito. Aprite il frigorifero e prendete una bottiglia di acqua fresca. Riempite il bicchiere d'acqua e poggiatelo sul tavolo.
Ora guardatelo e chiedetevi "che valore ha per me questo bicchiere d'acqua fresca, pulita?"
La risposta è, senza vergogna, ZERO.

Ora provate a immaginarvi in mezzo a un deserto, senza ante da cui prendere bicchieri che sarebbero comunque luridi e impolverati, senza un frigorifero che rinfreschi le nostre bevande (e con 50 gradi all'ombra attorno a noi, se solo si riuscisse a trovare dell'ombra), senza nemmeno la bevanda.
Provate a pensare ora a un bicchiere sporco, lurido, pieno di acqua salmastra e calda. Pensate che avete le labbra spaccate e sanguinanti, la gola arida, persino respirare l'aria rovente è qualcosa che sembra dovervi uccidere in ogni istante.
Ditemi ora che valore avrebbe questo bicchiere sporco di acqua sporca e calda.
La risposta è, ancora senza vergogna, INFINITO.


La stessa proporzione la possiamo trovare tra la cultura disponibile per noi e quella disponibile in un paese in via di sviluppo. Forse quello di cui possono disporre loro ci può far sorridere, può farci pensare "eh ma che differenza vuoi che faccia un libro del cavolo, che differenza vuoi che faccia un contributo infinitesimale?"
Fa la stessa differenza che può fare un bicchiere d'acqua salmastra in mezzo al deserto.
Perché di certe cose non conosciamo il valore finché non ce le tolgono.

Ma ora, cosa c'entra tutto ciò con noi?
C'entra, perché la nuova biblioteca di cui vi parlavo sopra (quella che vogliono costruire gli enti locali), sarà costruita con materiali migliori, più solidi, perché non venga più distrutta (a Dio piacendo) da fenomeni naturali violenti. Per fare questo, l'editore di cui sopra e l'autore/collega di cui sopra hanno deciso di comune accordo di promuovere un'iniziativa.

Le quote di utile spettanti all'autore (Gian-Andrea Rolla) come conseguenza della vendita del romanzo (tra poco vi lascio il link) verranno interamente devolute alle organizzazioni locali che vogliono ricostruire la biblioteca. verranno usati per materiali di qualità, per comprare libri, per dare un metaforico bicchiere d'acqua a tutti coloro che saranno assetati.
E, per chiarezza, non vi sto dicendo "comprate questo libro perché così aiutate a costruire una biblioteca in un Paese che come minimo nemmeno sapete dove si trovi", io il libro ce l'ho, l'ho letto e ha veramente molto da dire, è un bel libro.
Quindi mi rivolgo ai lettori, a chi è sempre alla ricerca della prossima lettura:
Fate un pensiero a procurarvi come prossima lettura il libro in questione. Da lettore a lettore, vi dico che merita. Così, facendo qualcosa che avreste comunque fatto (leggere), potrete anche dare una mano a qualcuno a migliaia di chilometri da voi che vorrebbe fare la stessa cosa ma che non ne ha le possibilità.

Vi lascio il link alla pagina del romanzo sul sito dell'editore, ci troverete la scheda del libro, un breve riassunto, dei consigli dell'editore sui gusti cui potrebbe andare incontro.
Tra l'altro è possibile scaricare circa metà libro in modo gratuito, perché così possiate dargli un'occhiata corposa prima di decidere se faccia per voi o meno. :)
L'immagine a inizio post altro non è che la copertina del libro in questione, l'ho messa separata da qui perché volevo che la guardaste prima di sapere cosa fosse.

(cliccate sul titolo qui sotto per andare alla scheda del libro)
Il funerale della balena, di Gian-Andrea Rolla.

Vi chiedo solo di dargli un'occhiata e decidere in piena coscienza se fare o meno questa cosa.
Io solo vi ringrazio di essere arrivati fin qui nella lettura e mi scuso se non avete trovato i soliti toni divertenti e gioviali ma, come molti di voi probabilmente sapranno, io ho una buona fetta di sangue africano nelle vene (anche se di una parte di Africa molto diversa da quella di cui si sta parlando), ho visto con i miei occhi quello di cui vi ho solo accennato e so cosa significherebbe l'opportunità che potreste voler dare a questa iniziativa. Magari un giorno ve ne parlerò meglio, sono fette della mia vita che ritengo infinitamente preziose e, chissà, magari potrebbero interessare anche voi e magari aprirvi meglio gli occhi su certe realtà, al netto delle immagini a effetto che la televisione vi mette davanti agli occhi solo per farvi sentire in colpa.
Ma dal senso di colpa si può fuggire, ci si può girare dall'altra parte. Una volta che si arriva ad avere coscienza di qualcosa, la consapevolezza diventa inestirpabile ed è l'unica vera forza che ci spinge all'azione, a voler fare qualcosa, perché sentiamo in cuor nostro che è giusto.
Chiudo con un pensiero che mi accompagna sin da quando sono piccolo e che, di anno in anno, trovo sempre più vero e sempre più importante.

La cosa peggiore che si può fare a un essere umano è togliergli le prospettive, togliergli i sogni, i desideri.
E non è forse questo che chi legge cerca tra le pagine di un buon libro?
Nuovi sogni, nuove speranze, nuovi orizzonti.


Vi auguro un buon inizio di settimana e fate i bravi... anche per me, se potete! ;)

E questo post condividetelo, se vi va, in più si è e più grande è l'aiuto che si potrà far avere a questa iniziativa.
Grazie di cuore a tutti e ancora buon lunedì. :)


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sabato 15 marzo 2014

Dare e Avere:persone che donano e persone che (la) prendono (nel...)

"DARE e AVERE" è un concetto piuttosto semplice che governa la nostra società.

Ci deve essere un equilibrio tra ciò che le persone danno e ciò che le persone prendono (o pretendono), altrimenti i rapporti sociali esplodono.
Immaginate se nessuno fosse disposto a dare e tutti volessimo solo avere e prendere, finirebbe che nessuno riuscirebbe a prendere nulla in modo pacifico ma dovrebbe per forza ricorrere all'uso della forza.

Tuttavia, questo concetto semplicissimo sembra essere al di là della portata di moltissime persone che abitano questo nostro pianeta.
Quello che mi è capitato di constatare in vita mia è che l'equilibrio tra dare e avere nel mondo è tutto sommato stabile, però con delle forti asimmetrie.

Infatti non conosco tante persone che danno e prendono circa nella stessa misura. Purtroppo conosco tante persone che danno danno danno (non nel senso che fanno danno :) ) senza pretendere niente e persone che invece pretendono pretendono pretendono senza poi voler dare niente.
Questa cosa se da una parte mi rende felice perché conosco tante persone che danno senza porre condizioni, dall'altra mi fa incazzare perché ne conosco altrettante che sono egoiste, avide e senza vergogna che sono sempre pronte ad avanzare pretese (le più disparate e senza senso).

Questo è aggravato ulteriormente dall'intrinseca avidità dell'essere umano che non si accontenta mai. Se una persona ha bisogno di 5 (quantità generica di bene/servizio/sentimento generico), provate a dare loro 10 e vedrete che saranno contenti solo all'inizio, poi vorranno 11, poi 12, poi 13 e così via.


Io mi ritengo una persona fortunata, nel senso che non mi manca niente. Anzi, credo che in diversi ambiti io sia stato benedetto con più risorse e capacità di quelle necessarie alla sopravvivenza.
Quindi negli ambiti in cui posso dare qualcosa al resto del mondo, la do senza farmi grossi problemi e senza farmi troppe domande (ho detto troppe, non pensate a me come un trotterellante individuo in un campo di fiori).



La sorte mi ha dotato inoltre di una buona capacità di comprendere le intenzioni delle persone, il che non facilita affatto il permanere di questa mia attitudine. Quando qualcuno cerca di fregarmi o di sfruttarmi, in genere lo noto prima che lo faccia, tuttavia parto sempre da un presupposto tipo:
"Marco, che ne sai, magari ti sembra così e invece ha le migliori intenzioni, una chance non si nega a nessuno."
Credo anche che se vogliamo cercare di cambiare qualcosa a questo mondo, dovremmo cominciare con dare l'esempio giusto. Quindi, pur cosciente delle probabili pessime intenzioni dell'altra persona, faccio comunque quello che mi viene chiesto (se posso, ovvio), nella (vana) speranza che il mio comportamento faccia sì che tale persona si renda conto che se da questa parte non ci fosse qualcuno pronto a mettersi un po'in gioco, quelli che si comportano come sta cercando di comportarsi lui non potrebbero continuare a farlo.
A questo punto possono succedere diverse cose:
  1. La persona in questione si crede furba e pensa "Haha, sono riuscito a fregare persino lui che si crede tanto sveglio -pernacchia-"
  2. La persona in questione si ferma e si dice "possibile che non dica niente?" e riflette su cosa sia successo e ha una rivelazione illuminante che le fa cambiare atteggiamento (non dico nei confronti del mondo, ma almeno nei miei di confronti)
  3. La persona in questione si "prende" il favore appena fattole e subito rilancia chiedendo qualcosa di ancora più "grosso" (niente doppisensi sessuali, please, anche se in alcuni casi...)
  4. Avevo sbagliato a interpretare le intenzioni di tale persona e invece era in totale buonafede.
Nel caso 1, in genere non dico niente, sorrido e continuo ad andare per la mia strada. Nessuno stronzo egoista riuscirà MAI a convincermi a cambiare il mio modo di agire e il percorso che IO ho scelto di seguire. Sono fermamente convinto che alla fine ognuno i conti li debba fare solo con se stesso e io quando mi ritroverò a fare i conti con me, voglio avere almeno la certezza di aver scelto io cosa fare e come comportarmi con le persone. Le esperienze passate di vendette, ripicche, eccetera non mi hanno mai lasciato null'altro che un ghigno soddisfatto che, in fin dei conti, lascia il tempo che trova.
Quindi sono giunto alla conclusione che spendere energie per prendersi le proprie rivincite nei confronti di persone che nella nostra vita dovrebbero avere un peso tendente a zero, non è un buon modo di spendere energie. Meglio tirar dritto per i propri obiettivi.

Nel caso 2, penserò (mi è già capitato, non sono ipotesi) "bene, sei uno stronzo/una stronza, ma almeno hai coscienza del mondo e una certa quantità di rispetto nei miei confronti, abbiamo del materiale su cui lavorare per arrivare a costruire una buona amicizia". Alcuni dei miei migliori amici hanno cominciato così.
Questa categoria di persone è uno dei motivi principali per cui una chance non la nego a nessuno.
Perché il mondo ci insegna a essere un po'arrivisti e sfruttatori, ci mette di fronte agli occhi tutti i giorni esempi di come fare così sia maledettamente conveniente e, soprattutto, tutti l'abbiamo presa in quel posto almeno una volta nella vita e ci sono persone buone che reagiscono con un "allora vaffanculo, mi son stancato/a di prenderla dove non batte il sole, son capace anche dio di fare lo/la stronzo/a".
Cercate di guardarvi dentro e vedete se magari anche voi a volte fate gli stronzi per questo motivo (sacrosanto, direi, non lo condivido ma lo comprendo molto bene e avete tutto il mio supporto). Non vi piacerebbe che dall'altra parte ci fosse qualcuno disposto a passare sopra un singolo vostro atteggiamento del genere per arrivare a scoprire che sotto sotto siete delle persone d'oro?

Nel caso 3, invece, sorrido e valuto.
Se il favore che mi viene chiesto è secondo il MIO punto di vista qualcosa che mi costa poco e che per l'altra persona può comunque avere un peso rilevante, allora cerco di valutare più a fondo chi ho di fronte, le cause che l'hanno portata a chiedere ancora, eccetera... a quel punto posso decidere di concedere una seconda possibilità, oppure no. A MIO insindacabile giudizio.
Se il favore che mi è stato richiesto è un banale capriccio, sorrido e faccio un passo indietro, dicendo NO.
Imparare a dire di no è un prerequisito fondamentale per vivere bene.
Molte delle persone che mi ritengono uno stronzo, sono passate attraverso questo processo.
E sì, lo sappiamo tutti che se sei uno che cerca di dare una mano e lo fa per un miliardo di volte, la volta che non puoi o non vuoi, diventi uno stronzo, come se contasse solo la cosa che non hai fatto e tutte le miriadi che hai fatto non contassero nulla.
Ma quello che vi chiedo io è: vale la pena di dare peso al giudizio di persone del genere?
Secondo me no, quindi che vadano per la loro strada, perdere gente così non mi ha (quasi) mai portato complicazioni, quindi continuo a ritenerla una buona strategia di vita.
Dico quasi perché qualche volta mi sono trovato ad affrontare situazioni in cui quelle stesse persone sono andate a dire peste e corna di me o hanno cercato vendette e ripicche a volte anche pesanti. Quello che le persone così scoprono sempre, prima o poi, è che la gente che si comporta in modo il più possibile corretto non è che sia deficiente, e non è che (come pensa quello del caso 1) sia imbecille. Bisognerebbe sempre guardarsi dal passare la linea con le persone che cercano di evitare lo scontro, perché non amare il conflitto non significa non saperli combattere o condurre, anzi, la stragrande maggioranza delle persone più pacifiche che conosco sono persone con cui non vorrei mai trovarmi a dover combattere.

Nel caso 4, invece, divento felice. Non c'è nulla che mi dia più gioia dell'aver sbagliato a valutare negativamente una persona. Davvero.
Io ho le mie idee, sono disposto a difenderle e auguri a voi se voleste imbarcarvi nel tentativo di farmi cambiare idea su qualcosa, però non è che non sia disposto a rivedere le mie posizioni quando ci siano delle motivazioni adeguate.
Purtroppo per me, questa cosa non capita spesso, però è successa e alcune delle mie amicizie più belle e di lunga data sono nate proprio così.


Tornando al cuore del discorso, io ho sempre pensato che il mondo sarebbe un posto migliore se nessuno pretendesse ma tutti dessimo tutto ciò che abbiamo, perché così tutti ci troveremmo sommersi da tutto ciò di cui avremmo bisogno e senza nemmeno aver dovuto chiedere nulla.
Mi rendo conto, però, che un sistema del genere è di difficile attuazione, quindi la mia soluzione pratica (che pare funzionare alla grande, per ora) è diventata la seguente:

Se sei una persona che vuole dare, non smettere di dare. Impara solo a dare a chi vuoi tu, senza che diventi un alibi per non dare a nessuno, altrimenti finirai col diventare come quelle persone che ti hanno fatta diventare così.
Tanto la vita trova comunque il modo di mettertela in quel posto, di tanto in tanto... a questo punto meglio rimanere fedeli a noi stessi ed essere come vogliamo essere, fanculo gli stronzi.
Anche perché, credetemi, prima o poi gli stronzi trovano sempre la persona con cui aver fatto gli stronzi sarà stata la scelta sbagliata.

Come vi dicevo svariati post fa anche riguardo il meraviglioso mondo degli scrittori (in cui gli stronzi opportunisti non mancano mai)...
Assicuratevi di avere sempre un sacco di pop corn a portata di mano, perché lo spettacolo è garantito (e, soprattutto, non avrete dovuto muovere un dito).



Se invece foste nella situazione di non poter sopportare oltre certi stronzi, allora sappiate che ci sono ottime probabilità che questa vostra condizione particolare sarà un chiaro segnale del karma per farvi capire che state per essere il suo strumento di punizione soprannaturale!
A quel punto i pop corn li prenderò io, voi però offritemi uno spettacolo degno!

Che si concluderà con un'esultanza come questa...



Anche per oggi è tutto, se leggendo questo post vi siete ricordati di quella volta che uno stronzo si è approfittato di voi, scrivetelo nei commenti, piacete la pagina, iscrivetevi al blog usando il campo per le email in alto a destra e condividete gli articoli (ce ne sono molti altri oltre a questo, fatevi un giretto e date un'occhiata in giro :) ).

Noi stiamo continuando a lavorare come matti per le nuove linee di contenuti per il blog, ormai la rinascita è sempre più vicina, rimanete sintonizzati!

E buon weekend! ;)
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giovedì 13 marzo 2014

10 considerazioni sul Tradimento

Oggi si parla di TRADIMENTI, intesi come rottura del patto di fedeltà vigente all'interno di una coppia.

Comincio subito col dire che  è un argomento a me caro, dal momento che io non ho mai tradito (anche perché se non sono innamorato non mi lego in pianta stabile a un'altra persona, ma qui la questione diventa sottile e soggetta a punti di vista discordanti) ma sono stato tradito in più occasioni. Cercherò comunque di rimanere distaccato e proverò a trattare l'argomento in modo oggettivo (si parla anche dei francesi, su quelli non garantisco oggettività, ma farò del mio meglio).

MALEDETTI FRANCESI


(ok, meglio sfogarsi all'inizio, così poi -forse- riusciamo a mantenere una parvenza di obiettività)


Comunque, dicevamo: tradimento!

Lo stimolo per questo post mi è venuto leggendo un articolo (che leggere è inutile, visto che ne riproporrò i contenuti più interessanti) che trovate QUI: parla di una ricerca sociologica condotta tra le varie popolazioni europee proprio su questo argomento.
Hanno chiesto quanto abbiano tradito, quanti si siano pentiti di averlo fatto, quanti lo considerano un avvenimento inevitabile, eccetera... le solite cose.
Quello che mi ha spinto sono state le infinite incoerenze tra i dati ricavati da questo sondaggio.
(Mi hanno fatto ridere e, a tratti, reagire come da immagine seguente)



(tra l'altro, questa statua è franceseeeee!!!!! Waaaaa!!!!! -.-" )

Pronti, via, si comincia con un dato interessante:
Gli italiani e i tedeschi sono i popoli che tradiscono di più (col 45% delle risposte positive al "hai tradito almeno una volta il/la tuo/a partner?"), seguiti a ruota dai francesi (col 43%).
La prima considerazione che ho fatto, molto istintiva, è stata: "hmpf, francesi dilettanti, tutti bla bla bla, ma alla prova dei fatti la sucano abbestia persino dai crucchi, oltre che dagli italiani -moto di orgoglio nazionalistico-" u.u
La seconda considerazione è: "Italia, Germania e Francia costituiscono il grosso della popolazione dell'europa continentale, di stati grossi è rimasta fuori solo la Spagna. Quindi, in pratica, possiamo dire che quasi il 50% degli europei tradisce. E sticazzi, dico io.
La terza considerazione che mi viene da fare è: "Guarda il/la tuo/a partner, se non l'hai tradito/a tu, ti ha tradita/o lui/lei". Tanti auguri alle coppie.

la traduzione è: "mi chiedo se pensi a me tanto quanto io penso a te"
I dati di cui sopra ci dicono che la risposta è inequivocabilmente
No, caro/a, penso al/la tizio/a che mi ha s*opato/a stamattina fino a farmi implorare pietà ^^


Il secondo punto dice che il 55% degli uomini in Italia (seguita da altri stati random tra cui NON i francesi... 2-0!!!) ha tradito, il che (visto che la media nazionale sta al 45%) implica che le donne italiane che tradiscono sono il 35%.
...
...
...
Che cazzata!

O la mia vita è totalmente antistatistica (e non mi riferisco solo alle volte che sono stato tradito), oppure l'unico dato che ricaviamo da questa informazione è che le donne italiane mentono anche nei sondaggi anonimi e che, quindi, la percentuale di persone che tradiscono in Italia è drasticamente più alta (alla faccia di chi aveva storto il naso per la vittoria di misura sui francesi al punto uno).

Proseguendo, si arriva al terzo punto, dove si dice che, nella media dei Paesi presi in considerazione, il 50% degli uomini tradisce, mentre per le donne la media scende al 32%.
Ora, non ne voglio fare un discorso sessista, ma per giustificare questo dato ci sono poche spiegazioni, scegliete voi quella che vi piace di più.
  1. Le donne mentono
  2. Il 30% delle donne si scopa il 50% degli uomini (per estensione). Perché questo 50% degli uomini dovrà pur tradire con qualcuno la propria donna. Quindi o le ragazze single vanno in giro a prender membri come io mangio patatine (cosa che non credo, i maschi stan sempre a lamentarsi che non trovano da fare sesso), oppure i maschi tradiscono, ma le donne sono traditrici seriali, quindi quel 30% lavora tanto da colmare il gap.
  3. Un attimo, dobbiamo riprenderci dal punto 2, era complicato.
  4. Sono aperto a suggerimenti.


Quarto punto:
Le donne che tradiscono di più sono le tedesche (43%).
Ok, questo mi pare sensato, ricordiamo tutti le tedesche durante le estati sulla riviera romagnola.
Passiamo oltre.

Quinto:
La nazione più fedele è l'Inghilterra, il 36% degli inglesi (uomini e donne) tradisce.
Visti i dati letti fin qui, sembra persino confortante, ma non dimentichiamoci che il 36% vuol dire più di uno su 3.
Quindi avete solo una possibilità su 3 che il traditore non siate voi né il/la vostro/a partner.
Mi sembra il discorso del "vi abbasseremo le tasse dal 90% all'88%" e la gente in ginocchio a ringraziare... NO!
Comunque, a conti fatti, andiamo in Inghilterra, potremmo dormire sonni tranquilli almeno una notte su 3.

Il prossimo punto è tutto francese, clicca QUI per andare alla prossima pagina.

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10 considerazioni sul Tradimento, parte #2

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Sesto punto:
Alla domanda "tradireste se foste sicuri che il partner non lo venisse mai a sapere?", il 35% dei francesi risponde di sì.
Qui ho altre considerazioni da fare:

  1. Ricordate che il 43% dei francesi ha dichiarato di aver tradito? ECCO! Se i francesi che tradirebbero sicuri dell'impunità sono il 35% e quelli che tradiscono sono il 43% capite che c'è qualcosa che non va?
  2. C'è un quasi 10% di francesi che tradisce sperando che il partner lo venga a scoprire!
  3. Tradimento con dolo e premeditazione.
  4. Vatti a fidare dei francesi.
  5. YOLO (che, per i non avvezzi, è l'acronimo di You Only Live Once, si vive una volta sola, quindi famola 'sta cazzata)



A proposito di idioti, ho parlato di loro proprio pochi giorni fa (clicca QUI)

E siamo al settimo punto:
Questa ve la copioincollo...
"Il 45% degli uomini francesi e il 46% dei belgi pensa di essere già stato vittima di un tradimento. Nel resto d'Europa è solo un uomo su tre. Le donne, però, temono più degli uomini di avere un partner infedele: in Francia raggiunge addirittura il 53% dei casi."
L'unica cosa che mi viene in mente di dire  a questa gente è...
CODA DI PAGLIA???
Mwahahahahaha (risata malefica)

Ha-Haaaaaa!!!


Otto:
La nazione in cui ci si sente meno in colpa...
And the winner is.... rullo di tamburi... ITALIA!
Questo mi lascia un po'combattuto, non so decidere se siamo dei perfetti imbecilli che non capiscono nemmeno la portata di ciò che fanno (spesso, quando si tradisce, si distrugge un'altra persona, non dimentichiamolo, non dovrebbe essere una cosa da prendere alla leggera), oppure che siamo così avanti che sappiamo che è una ruota che gira, quindi colpiamo in via preventiva perché "tanto se non lo faccio io lo farà lui/lei, tanto vale portarsi avanti".
Non so, voi che dite?
Intanto mettiamo in saccoccia questo altro primo posto, chissà quando ci ricapita.

Nove:
Un bacio è tradimento?
Ovvio che sì, nessuno riuscirà mai a convincermi che offrire la propria cavità orale per dimostrare che la lingua di un'altra persona è una speleologa di livello internazionale non è che sia qualcosa che si possa passare sotto silenzio.
Credo che Tarantino abbia esplicato alla perfezione un punto di vista per me molto condivisibile in questo spezzone di pulp fiction:


(clicca QUI per il video da mobile)

Dieci:
Ultima pillola di incoerenza e riguarda, toh, che coincidenza... I FRANCESI! :)
Il 32% dei francesi ritiene che non sia possibile rimanere fedeli per tutta la vita.
il TRENTADUE per cento... quando il 43% dei francesi ha tradito almeno una volta.
Ora, ok che a me piace ragionare in modo logico, ma qui io non mi ci raccapezzo più.

C'è un 11% di francesi sicuro che l'eterna fedeltà regni sovrana tra noi, un 11% che, mentre pensa
"Durerà per sempre"
lo pensa riferito alla propria amante.

Chiudo con due immagini molto esplicative

1


2



I toni di questo post erano goliardici, non condanno il tradimento a prescindere, ognuno è libero di fare quello che gli pare della e nella propria vita, a patto che poi se ne assuma le responsabilità e vada incontro alle conseguenze con dignità. :)

Per quanto riguarda i francesi, invece, ho alcuni amici francesi, ma dei diamanti in mezzo al carbone, non cambiano il fatto che tutto il resto sia carbone (volevo usare esempi più calzanti, ma non volevo scadere nel volgare ;) ). u.u

Al solito, lasciate le vostre opinioni, condividete, iscrivetevi al blog (ringrazio i molti che l'hanno già fatto), piacete la pagina di facebook, eccetera...
Poi condividete questi post, è giusto che il mondo sappia!
Dobbiamo fare la nostra parte! :)

Intanto buon... non so che giorno sia oggi, ma comunque buona giornata!
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