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venerdì 18 aprile 2014

Cronache editoriali: Realtà 1 - 0 Fantasia

L'autoreferenzialità mi indispettisce.
E in Italia pare funzioni tutto così.
A partire dalla tv, in cui personaggi tv si invitano a vicenda in salotti tv a parlare di tv e di come loro ,la tv, la sappiano fare.



Ma anche l'editoria funziona circa alla stessa maniera: scrittori incapaci che incensano altri scrittori incapaci solo per venire incensati a loro volta da altri scrittori incapaci.
Io non voglio (ancora) fare nomi, perché banalmente e cinicamente avrei solo da perderci.
Vi racconto però una storia (vera, ma facciamo finta che sia una favola, così nessuno si offende... come diceva Mourinho "bassiamo i toni" :P )

C'era una volta uno scrittore (non molto dotato né a livello di estro né di tecnica (nidifico una parentesi in un'altra parentesi... con "tecnica" intendo la banale grammatica che si dovrebbe conoscere passando gli esami di quinta elementare che nemmeno so se esistano più) né di stile).
Ecco, la storia potrebbe finire qui, ma voglio divertirvi.
Questo scrittore ha cominciato a linkare su TUTTI i benedetti gruppi di del social regno incantato egalitario di facebook relativi a scrittura e non, il suo romanzo in vendita nel regno fatato di Amazon. (A dire il vero è una trilogia di romanzi, ma ve lo ripeto alla fine, perché a questo punto potreste non apprezzare appieno la portata di una tale affermazione.)

Insomma, metteva questo link ad Amazon, preceduto da una bella sinossi (riassuntino) introduttivo, tipo trailer.
Un supereroe bello, dannato e tormentato (visto che stiamo fantasticando, fatemi essere figo!) ha appena passato circa mezz'ora a cercarla (questa sinossi) ma non lo trova più, altrimenti ve l'avrebbe copiaincollata.
Comunque, già partendo dall'introduzione (il vostro eroe non ricorda se proprio dalla primissima frase, comunque dalla prima riga di sicuro), un qualsiasi lettore normodotato avrebbe detto:


Il messaggio di speranza dello scrittore finiva con un "tutti e 3 i romanzi a meno di 3 euro, se non è un occasione questa" (sì, senza apostrofo).
Dopo aver visto questo messaggio per 80 (niente eufemismi) volte in 3 giorni, spammato come se non ci fosse un domani in tutte le pagine riguardanti scrittura, dinosauri, macchine da cucire, resina fossile, servizi igienici (l'unica che avesse una qualche attinenza, forse), il vostro eroe bellomadannato si è deciso a commentarne uno, con tutta la cortesia di cui era capace.
"Messer scribacchino," disse il giovane eroe, "se la mia persona dovesse entrare nelli panni vostri, riterrebbe di rivedere il testo di codesta sinossi con una celertà senza iguali, acciocché la meschina figura di cui vi state testé rendendo protagonista, sta certamente... segandovi le gambe all'altezza delle ginocchia!"
Sorridente, il vostro eroe ha ripreso a svolgere i propri compiti quotidiani, felice di aver compiuto una buona azione, di aver avvertito del pericolo un aspirante collega.
Ma, come si dice, i migliori consigli vengono sempre elargiti a chi non ha orecchie per ascoltare.

Dopo qualche minuto di lavoro, il social network blu si tinge di rosso... un 2 nella casella delle notifiche attrae la mia attenzione:
"tale scrittore ha messo like al tuo commento... tale scrittore ha commentato un post che tu hai commentato".L'eroe rabbrividisce, poi si ricorda che la fatina del dentino gli ha fatto promettere di avere più fede nell'umanità e apre la notifica.
"Ciao, i consigli sono sempre benaccetti" avrebbe potuto iniziare meglio, tipo con grazie e basta, ma anche molto peggio, diamogli fiducia, la fatina del dentino prima o poi avrà ragione, se non altro per la legge dei grandi numeri. Continua a leggere. "segnalami gli errori che hai trovato, così se son da correggere li correggo".

Allora, NO! Qui si tratta di rileggere e se non li vedi da solo quegli errori, beh, allora io per te non posso fare proprio niente!
Esaurita la momentanea furia cieca (gran film), noto che tale scrittore commenta ancora:
"Comunque la presentazione non l'ho scritta io ma la mia editor"
"Uodddddaffffakkk?" rispose mentalmente il vostro eroe, con un autocontrollo degno della regina Elisabetta



Ma stiamo intendendo con "editor" quella figura professionale che dovrebbe essere molto competente in materia linguistica e di storytelling che prende un buono scritto di un autore (che dovrebbe essere a sua volta competente) e lo massacra fino a quando è stramaledettamente impeccabile? Perché un editor è questo, in fin dei conti.
A questo punto, il vostro eroe si dichiara sconfitto e fa proprie le parole di Dante:
"Non ti curar di lor ma guarda e passa"
Dopo tale intervento, lo scrittore ha continuato a postare i link al regno fatato di Amazon, preceduti dalla sinossi. Il vostro eroe (che vi ricordo essere figo!) ha, per scrupolo, letto un'altra volta tale introduzione e l'ha trovata identica in ogni virgola a quella precedente. Ha così deposto le armi e si è arreso.
Non prima che l'occhio gli ricadesse di nuovo sulla chiusura dell'introduzione, quel "tre romanzi a meno di 3 euro, se non è un occasione questa!"
Perché un eroe non è davvero tormentato se non si porta dentro almeno un'autobotte di morte e disillusione.



Ora, io non voglio mettermi su un piedistallo e giudicare a caso. Io giudico NON a caso dopo aver infilato le mani nel fango. E soprattutto non mi faccio scrupoli nel mio essere sincero e diretto. Non massacro per il gusto di massacrare, leggere cose belle mi rende felice come poche altre cose al mondo, quindi io mi approccio SEMPRE ai testi sperando che siano qualcosa che mi renderà felice.

La cosa che mi fa salire l'eugenetica è il fatto che certa gente non ha rispetto prima di tutto per i lettori che SONO SACRI (sono anche una specie in via d''estinzione), sapete come la penso. Pubblicare un romanzo o un racconto di merda e chiedere alla gente di spendere soldi ma soprattutto tempo per leggerlo è un insulto. E su questo punto non conosco compromessi o mezze misure.
Poi, in seconda battuta, come cavolo fanno quelli che scrivono bene a farsi notare in mezzo a un mare di idioti incapaci?
Prescindendo da me che sono anche abbastanza fortunato sotto questo punto di vista, i miei racconti ve li scaricate sempre in tanti e mi fa un sacco piacere.
Ma ci sono tanti scrittori che conosco che davvero meriterebbero, ma la gente non si fida e, scusate, CI CREDO che non si fida, una volta spende 3 euro per una trilogia come questa, legge le prime 2 pagine e butta il kindle nel camino perché ormai è irrimediabilmente corrotto!
Credete che una persona del genere comprerà ancora libri di esordienti di cui non sa niente?

In fin dei conti uno può anche essere un diamante, ma se lo si getta in un mare di liquame abbastanza profondo da farlo affondare, è un diamante che nessuno vedrà mai!
Tanti auguri. E buon weekend.

P.S. Sarà per questa mia innata sincerità che solo i colleghi ben sicuri delle proprie capacità mi abbiano mai chiesto pareri e recensioni?
Una volta un collega (tra l'altro uno di quelli che scrivono bene) mi ha detto "no, io non ti mando il mio manoscritto, perché poi te mi massacri!
(alla fine me l'ha mandato e io non ho pubblicato la recensione che avevo scritto, ma gliel'ho mandata per dargli spunti su cui lavorare, l'ha fatto e credo che quando finirà di revisionare, il suo romanzo sarà molto fico! Uno di quelli che comprerò e che vi consiglierò di comprare!)

Vi amo, ma voi siate più esigenti.
Il fatto che siete circondati da cacca non significa che a voi la cacca debba stare bene! E che diamine!


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giovedì 10 aprile 2014

Un romanzo in 9 giorni: i primi feedback

Vi scrivo oggi per aggiornarvi un po'sugli esiti dell'impresa impossibile di fine febbraio (vi ricordate quando ho deciso di scrivere un romanzo in 9 giorni? Se no, cliccate QUI per andare a vedere di che si tratta e quanto diamine sono pazzo! ;) ).
Per i non avvezzi, uno scrittore veloce e molto produttivo, scriverebbe un romanzo come quello che ho scritto io in circa 2 mesi. Lo specifico perché mi sono arrivati messaggi che mi chiedevano "ma è davvero così difficile scrivere un romanzo in 9 giorni?". Beh, .


questa è la copertina di prova del romanzo,
stavo cercando uno schema compositivo
e ho usato il nuovo romanzo come spunto,
secondo me è anche carina!

Comunque, a distanza di poco più di un mese, 6 dei miei lettori di fiducia (quelli che leggono ciò che scrivo e mi massacrano se faccio cazzate) hanno letto il romanzo e le prime impressioni sono state in generale positive. Alcune esternazioni mi hanno reso molto felice, altre mi hanno dato spunti su cui riflettere.

Il giudizio generale è stato "Strafico! Ci sono punti in cui è migliorabile, anche molto, ma comunque la storia regge e coinvolge molto".
Ecco, sappiate che non mi aspettavo dei giudizi del genere.
Quello che mi ha più fatto alzare il mento in una posa da "come sono figo" è stato:
"NON ci credo che tu in 9 giorni e senza rileggere abbia prodotto questo! Dimmi la verità!"
Questo veniva da una collega scrittrice, quindi son soddisfazioni u.u
Sto facendo la posa da figo anche mentre scrivo queste righe. Sì, sembro uno psicopatico a fare così da solo davanti al pc. No, non me ne vergogno affatto!




Che avessi fatto un buon lavoro lo sapevo, sono abbastanza conscio delle mie capacità e possibilità, ma ero piuttosto sicuro di aver infilato qualche grossissima cavolata qui e là, di aver sbagliato parte della gestione, eccetera. Soprattutto perché, scrivendo questo romanzo, ho sperimentato tecniche narrative nuove, ho mischiato modi e strutture come mai avevo fatto prima, mi sono ispirato molto alla sceneggiatura, al ritmo di narrazione tipico delle serie tv, implementando nozioni di regia all'interno di una narrazione scritta.
Insomma, non soddisfatto del livello di difficoltà dell'impresa, ho persino alzato l'asticella sperimentando qualcosa di completamente nuovo (almeno per me, non so se altri scrittori magari anche famosi abbiano mai provato strade narrative simili).
Poi, c'è da dire che questo era anche il mio primo giallo in assoluto, letti moltissimi, ma scritti mai, nemmeno racconti.
E anche che ho riletto solo i primi 3 capitoli, il resto era tutto come papà l'aveva fatto, senza correzioni.

Tutto questo per dire cosa?
Che dopo i primi feedback sono decisamente soddisfatto e anche abbastanza felice. :)
Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare i miei lettori più accaniti che mi danno sempre un sacco di buone dritte e da una parte rendono migliori i miei pezzi, dall'altra rendono migliore me come scrittore. Quindi sappiate che anche e soprattutto quando mi rompete le scatole, mi siete molto utili. :P

Ora mi mancano da raccogliere le indicazioni degli ultimi 3 lettori di questa prima stesura e poi sarò pronto a rimettere mano al romanzo per passare finalmente alla seconda stesura. Dopo la terza sarà considerato finito.

Cosa ne sarà poi?
Ancora non lo so.

SE quelli del concorso cui l'ho mandato decideranno che varrà la pena pubblicarlo, allora sarà un ricco bottino, avrò la mia prima pubblicazione importante e festeggeremo in modo adeguato!

SE invece, come è più probabile, questo non succederà, allora non lo so di preciso, ho diverse alternative. Fatto sta che quel romanzo NON rimarrà a lungo in un cassetto.

Per esempio, SE il blog dovesse raggiungere dimensioni ragguardevoli di pubblico (a proposito, nelle ultime settimane è cresciuto di un altro 30% abbondante, non vi ringrazierò mai abbastanza per tutte le gratificazioni che mi date, e per tutti i consigli, e per tutto tutto tutto!), allora prenderò in considerazione l'ipotesi di pubblicarlo in self publishing su Amazon e su tutti gli altri store digitali.

(se il blog dovesse proprio esplodere esplodere, allora ve lo regalerò 'sto romanzo, ve lo metterò in download gratuito, quindi forza e coraggio, leggete, visitate le pagine, condividete gli articoli, mettete un bel like sulla pag facebook, seguitemi su twitter, eccetera... state già facendo tanto per me e vi ringrazio, ma fatto 30, facciamo 31, no? :D )




Comunque, spero che a prescindere da cosa succederà, questo romanzo vedrà presto la luce e che voi possiate leggerlo e che possa piacervi, sarebbe qualcosa che mi renderebbe molto felice. ;)

Intanto vi auguro una buona giornata/serata (dipende da quando leggerete questo post) e, mi raccomando, combinate un sacco di guai, altrimenti la vita diventa noiosa!





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lunedì 17 febbraio 2014

Il duro mondo degli scrittori - Le critiche

Buongiorno a tutti, oggi si torna a parlare un po'di scrittura e, nello specifico dei giudizi e delle critiche che si ricevono ogni volta che si sottopone qualcosa al vaglio del "pubblico".

Partiamo col dire che, se si vuole tentare la strada della scrittura (come praticamente qualsiasi altra strada), arriva sempre il momento in cui qualcuno giudicherà il nostro operato.
Per il nostro ambito di riferimento, in genere la sequenza è a grandi linee la seguente:
  1. Fidanzata/o
  2. Migliore amico/a
  3. Rosa ampia di amici
  4. Parenti
  5. Colleghi (scrittori o aspiranti tali)
  6. Editore
  7. Pubblico
A parte rarissimi casi, i punti 1, 2, 3, 4 sono falsi come i soldi del monopoli.
Sarete fortunati se su 10 persone cui farete leggere ciò che producete, troverete una persona che vi tratterà con sincerità e vi dirà "ascolta, qui hai fatto una cazzata, qui fa cagare, qui brucia e riscrivi perché non si capisce una cippalippa".
Ancora più raro è trovare tra gli amici e i parenti qualcuno che si intende di scrittura a livello tecnico, sia esso scrittore professionista o comunque di esperienza, sia esso editor, correttore bozze, agente letterario e chi più ne ha più ne metta.
Quindi, ammesso e non concesso che riceviate critiche, difficilmente saranno più che quelli che io chiamo "pareri da lettore" che, per intenderci, sono tra i pareri che io ORA apprezzo e ricerco di più, ma per un autore che muove i primi passi NON vanno troppo bene.
-Questo discorso ha le sue eccezioni, ovviamente, io stesso sono stato fortunato e per me non è valso in toto, ma comunque in linea di massima funziona così, chiedo conferma agli autori vari: guardatevi attorno, prescindendo dalla vostra esperienza personale e ditemi se non è a grandi linee giusto...)

Eviscerati i primi 4 punti, oggi introduciamo il punto 5, in modo generico, ci sarà modo di approfondire in futuro, altrimenti scriverei 1809542376 pagine tutte ora :)

5. I colleghi scrittori o aspiranti tali

Categoria da prendere con le pinze.
In quasi due anni di concorsi letterari e laboratori, in giro per il web e per l'Italia, ne ho viste di tutti i colori. Ci sono scrittori che hanno delle personalità maledettamente disturbate e fanno/dicono cose che sanno lasciarti sempre così:


oppure


oppure ancora


Io personalmente mi riconosco al 100% nella prima, perché ha quel disappunto da ghetto del tipo che non sai se tirar fuori un bazooka e far saltare qualche testa, oppure fare come il meme che ribalta il tavolo. Alla fine comunque guardi sempre un pochino nel vuoto e poi continui a farti i fatti tuoi.

Comunque, dicevamo, nei laboratori di scrittura creativa che si trovano online, uno dei punti focali del processo di apprendimento è che gli autori, oltre che scrivere il proprio pezzo, devono anche leggere e commentare quelli degli altri.
In questo modo, ogni autore riceve N responsi sul proprio brano, con dritte che lo aiutano a migliorare tanto il pezzo, quanto il proprio stile e la propria perizia.
Ora, detto questo, ci sono laboratori e laboratori, e ci sono commentatori e commentatori.
Li suddivido in poche macrocategorie, con la promessa che prima o poi tornerò sull'argomento e le approfondirò perché c'è davvero da ridere a riguardo.
  • Il Papa: quello che sale in cattedra e pontifica. I consigli che vi dà lui sono incontroveritibilmente i migliori e anche solo fingere di dubitarne costituisce un sacrilegio e voi sarete passibili di scomunica.
  • L'Umile: quello che esordisce dicendo "io non sono nessuno per commentarti o per dirti cosa dovresti fare".
  • Il Tritacarne: non importa quanto tu ti ritenga bravo, il tuo brano ha una grossa quantità di errori e lui lo farà a pezzi, assieme alla tua autostima.
  • Il Cecchino: scorge refusi e doppie spaziature anche se si trovano su diversi piani di esistenza o fuori dal continuum spaziotemporale. Il 99% delle volte è un editor di professione.
  • Il Rancoroso: voi gli avrete fatto notare i difetti del suo brano con puntualità e attenzione, lui vi ringrazierà, ma dentro comincerà a covare un rancore che monterà come la lava alla Martinica. Quando vi commenterà, addurrà le motivazioni meno verosimili del mondo per giustificare la sua sete di vendetta e dirvi che il vostro brano fa schifo.
Per uno scrittore, la maggior parte delle critiche che sentirà, arriveranno da queste categorie di individui.
L'appartenenza a una o più categorie (ci sono anche gli esperti che sanno essere di tutto un po') non ha sempre una diretta correlazione con le capacità del commentatore.
Eccettuati i rancorosi (e sottocategorie), che sono solo degli idioti inutili. Imparate a riconoscerli e sentitevi liberi di insultarli, prima abbandonano i concorsi online e prima tornerà a regnare il buonumore. Ma ne parleremo meglio tra poco.

Le critiche che muovono i vostri potenziali colleghi dipendono spesso dalla macrocategoria cui appartengono.

I Papi non concepiranno un modo di scrivere diverso dal loro, quindi l'unico modo che avrete per soddisfarli sarà imparare a scrivere esattamente come loro. Salvo che, quando succedesse che arriviate a farcela, vi accuseranno di plagiarli e "trovatevi uno stile vostro". Fanno eccezione alcune categorie di Papi che vogliono solo essere idolatrati, allora gradiranno gli emulatori, purché siano meno bravi di loro e sempre a patto che li idolatrino.
Consiglio: ignorate l'80% di quello che vi dicono, a meno che il loro stile sia esattamente quello che volete sviluppare anche voi, allora andategli dietro come cagnolini e sperate in qualche osso.

Sugli umili il discorso è ampio, però c'è da dire che, quando l'umiltà è sincera, qualsiasi cosa vi diranno non sarà da prendere come un'offesa ma solo come un tentativo di essere utili... e non perderanno occasione per ricordarvelo...
Quindi potete magari anche non concordare con quello che vi dicono ma (ripeto SE l'umiltà è sincera) discuteteci pacificamente e socializzate con loro, con la confidenza cominceranno a dirvi cosa pensano davvero e piano piano potrebbero diventare delle "risorse" preziose perché il fatto che spesso non dicano le cose, non vuol dire che non abbiano niente di sensato da dire.

Il Tritacarne è, invece, il tipo di commentatore che dovete tenervi stretto. Non vi riserverà alcun riguardo, disintegrerà la vostra autostima, sembrerà volervi spingere al suicidio letterario o anche reale, ma chi si permette un atteggiamento e un approccio da tritacarne, spesso e volentieri ha solide basi, mannaie affilate e mitra con proiettili esplosivi per farvi a pezzi con tutto il metodo del caso.
Questo significa che, anche se sono individui brutali e che vi fan voglia di infilar loro degli stuzzicadenti sotto le unghie dei piedi, sono generalmente individui preparati che vi sbrindellano a ragion veduta.
Se riuscite a sopravvivere a 5-6 sessioni contro un tritacarne, poi sarete quasi pronti per prendere in mano la penna con una certa cognizione di causa.
Consiglio: scudo, armatura, pozioni di guarigione e tonnellate di sano masochismo. I risultati arriveranno.

Il Cecchino è un altro dono del cielo. Magari non si prodigherà in grandi spiegazioni come il tritacarne, ma è di una pignoleria invidiabile nel segnalarvi anche le virgole fuori posto.
Su di lui c'è poco da dire, in genere vi dice come stanno le cose, poi a voi decidere se ascoltarlo o meno. Se lo farete, non gli cambierete la vita, se non lo farete, non gli cambierete la vita.
Consiglio: cercate di scoprire il suo lato umano, spesso dietro tanta pignoleria si nascondono delle persone interessanti. E, ovviamente, ascoltate con attenzione le loro correzioni, poi valutate voi cosa ne pensate, ma sempre con rispetto. Imparerete col tempo che i cecchini sono rari, quelli capaci lo sono ancora di più, e sono lì a correggervi gratis (in genere correzione bozze ed editing dei professionisti si pagano, cari).

I Rancorosi.... mwahahahahaha... aspettavo solo di arrivare qui!
La prima cosa che vi dico è: comprare pop corn, tanti pop corn, capirete poi perché.
I Rancorosi sono il vostro parco giochi o la rovina del vostro fegato. A voi la scelta.
Potete prendervela perché in modo totalmente infantile vi avranno messi a fondo classifica o perché vi avranno recriminato cose totalmente senza senso, spesso atteggiandosi a Papi, Tritacarne o Cecchini (MAI sinceramente umili, ma ve ne accorgete subito!).
Oppure potete trasformare tutta la rabbia in totale e puro divertimento.
A voi decidere come.
In genere prenderli in giro in modo sottile, render loro evidente quanto siano idioti è un buon passatempo. Finché la cosa vi diverte.
Io da un anno a questa parte, a parte rari casi, li ignoro, in genere li fa uscire dalla grazia di Dio ancora di più.



Consiglio: divertitevi, non lasciate che certi idioti vi rovinino l'umore. Si tengano per loro i comportamenti infantili, tanto nel 99% dei contest strutturati a laboratorio con commento reciproco, non si vince niente di eclatante. Quindi relax e lasciateli morire nel loro brodo. Voi anche comportandovi correttamente, spesso vi ritroverete a metterli ultimi, perché tanto in genere scrivono come axolotl in coma farmacologico.
Sono cacciatori di conferme e non sanno accettare critiche costruttive. Sedetevi sulla sponda del fiume e aspettate, prima o poi li vedrete incrociare un Tritacarne e allora capirete perché prima vi ho fatto comprare i pop corn... accomodatevi, giù le luci, silenzio e godetevi lo spettacolo.


Oggi è la giornata delle GIF, godetevele...

Ci sono tantissime altre categorie di commentatori ai concorsi letterari/laboratori. Oggi, per questioni di tempo, abbiamo affrontato solo queste macrocategorie, ma presto andremo bene all'interno dell'argomento.
Ci sono tantissime sottocategorie e tantissime combinazioni di categorie e sottocategorie di cui parlare.
Per esempio: il diplomatico, quello del "siamo stati tutti bravissimi", quello del "abbiamo fatto tutti schifo", l'accanimento terapeutico, il chirurgo, il becchino, eccetera...
Parleremo anche delle CLASSIFICHE dei suddetti contest, argomento per parlare del quale mi sa che inviterò un ospite speciale che a riguardo ha tanto da dire/raccontare.
Questo argomento promette scintille, perché dovete sapere che gli scrittori sono in generale una categoria piuttosto permalosetta e credo che più di qualche collega mi terrà il muso leggendo questo post e i successivi, fate almeno che ne sia valsa la pena e ridete un po'alle nostre spalle.

Prima o poi parleremo anche di me e di a quali categorie appartengo io, di come commento, di come mi piace essere commentato e anche di quali caramelle mi piacciono.
Dalle caramelle che piacciono a una persona, si può capire tantissssimo (non è vero ma, dai, ogni motivo è buono per parlare di caramelle... cioè, a dire il vero è vero che a seconda delle caramelle che uno ama si può dire molto di lui, ma non è certo per questo che ne parlerò!!!).

Per ora è tutto, passate un buon lunedì e ricordatevi che ci sono un sacco di miei racconti reperibili gratis in rete, andate a leggerveli, alcuni li trovate sulla pagina ebook (nel menù in alto), altri invece in giro per la rete, appena ne avrò il tempo vi raccoglierò i link in una pagina comoda da cui potrete accedervi in modo agile e poco faticoso! ;)

Vi ricordo i like alla pagina, la condivisione di questo articolo (soprattutto se avete amici che bazzicano i concorsi letterari), credo che li farete ridere. :)
Alla prossima!
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mercoledì 29 gennaio 2014

Non sono morto

Per quanto al mondo sono sicuro che ci sia più di una persona che se lo augura ogni mattina, NON sono morto.

Sono solo in fase di revisione del nuovo romanzo (che devo consegnare domani), quindi in effetti potrei anche essere considerato morto, non è che ci sia poi tutta questa differenza.

Ma no, ci sono, vivo e in pessima salute, debito pazzesco di ore di sonno e un inizio avanzato di alienazione mentale.
Insomma, come al solito.

Vi amo!
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lunedì 6 gennaio 2014

Oggi sarò breve... e incazzato!

Scusate ma sono di fretta, quindi scriverò di volata! ;)

Scrivere storie romantiche non vuol dire usare 500 parole che a leggerle sembrano fighe ma che poi, se analizzate, non vogliono dire niente.

Significa, per me, andare alla radice delle emozioni e descriverle in poche parole, pesanti come degli stramaledetti macigni (cosa che vale per tutti i generi, tra l'altro).

Ci ho provato a sperimentare stili più vicini alla narrativa mainstream di genere, ma banalmente mi intristisce.
Mi chiedo se il giorno in cui la gente leggerà un romanzo di quel genere scritto bene reagirà:
1) dicendo che fa schifo;
2) morendo, perché se già hanno le palpitazioni per ciò che si trova sugli scaffali oggi;
3) ditemelo voi... perché io non so bene verso che direzione voltare il mio sguardo imbarazzato.

Io sono felice per gli individui Fabio Volo, per l'autore di 50 sfumature di grigio, per la tizia di TuHaiLait, eccetera eccetera eccetera.
Insomma, essere invidiosi o incazzarsi con loro non ha molto senso, hanno avuto delle possibilità, le hanno sfruttate e ora campano non facendo una beneamata minchia dalla mattina alla sera...
Da persona che sta facendo della scrittura la sua attività principale, io ve lo dico:

fare lo scrittore NON è un lavoro, è un parco giochi!


C'è tuttavia da dire che, al contrario, sono un po'deluso dalla generica categoria dei lettori.
Quando hanno smesso di voler essere trattati bene? Ed essere rispettati? Etc?
C'è tanta gente che scrive DAVVERO bene al mondo, perché Twilight?

Il discorso del "guarda, piuttosto che la gente non legga niente, meglio 50 sfumature di grigio", lo posso accettare fino a un certo punto.
Io posso guardare con favore all'ultimo libro di Moccia SE E SOLO SE diventa un viatico per della letteratura un po'più seria.
Insomma, immaginate un teenager allo stato brado che emerge dal deserto letterario che domina la sua giovane esistenza e si dirige verso il leggendario luogo chiamato "biblioteca", in quel mentre vede su un albero-scaffale un libro studiato per attirare la sua giovane attenzione.
Non dico che lo debba bruciare in stile "Heil Hitler!", anzi, io dico ok, leggilo, prendi confidenza con questo arcano strumento fatto di alberi morti e seppie spremute. Chissà che smetti di avere paura di ciò che non conosci e, piano piano, impari che accanto a quello di Moccia c'è un altro scaffale con Martin (quello di Game of Thrones, per capirci), o di Asimov, o di millemila altri scrittori che sanno il fatto loro.
Insomma, anche noi da piccoli non abbiamo cominciato a mangiare bistecche alla fiorentina (ecco, adesso ho fame!), cominciammo tutti con gli omogeneizzati (ho ancora più fame) e poi, piano piano, siamo arrivati ai quarti di bue.
Tranne i vegani ma, dal momento che né la Convenzione di Ginevra né il Concilio Vaticano II li hanno esplicitamente riconosciuti come esseri umani, io non li considero nei miei ragionamenti.


Ma Moccia è universalmente considerato uno scrittore di romanzetti, quindi ha una sua funzione. La tizia di twilight, invece, è proposta come autrice di spessore, una che ne sa... e, per carità, i suoi romanzi si fanno leggere, non sono proprio brutti brutti, ma scrivere bene è un'altra cosa, i grandi autori hanno tutt'altro spessore.

Stesso discorso (di molto amplificato) vale anche per quella di 50 sfumature di sprangate sul lobo temporale.

Visto che ho perso il filo del discorso a causa di un pensiero che mi martella la mente dalle ultime 20 righe, ve lo propongo, così magari lo esorcizzo e riesco a proseguire con il post:
"A proposito, che fine ha fatto Moccia? Dopo "scusa ma ti chiavo amore", famoso romanzo in cui un vecchiardo pubblicitario pedofilo aveva una relazione sessuale con Eros di Pollon, ha più fatto qualcos'altro?"

Ok, ho proprio perso il filo, quindi vi parlerò, per concludere, di qualcos'altro che nemmeno so se ci azzecchi con quanto detto finora.

La cosa mi fa rabbrividire e mi fa anche un po'vergognare, MA, scrivendo questo post, mi è venuta un'idea per una storia brevissima che ho scritto al Volo (no dai, la maiuscola era solo un gioco di parole... siamo delle brutte persone! Anche se mai abbastanza! W la bruttura morale).
Ora lo impagino e ve lo metto gratuito da scaricare nella pagina ebook del blog.
Per chi fosse troppo pigro per tornare a inizio pagina, cliccate QUI.

Vabbé, un bacio a tutte le fans, una vigorosa stretta di mano con pacca sulla spalla a tutti i fans, un sacco d'amore per Adriana Lima che mi ama ma ancora non lo sa e un saltuo alla mia mamma che ho scoperto che ogni tanto legge il blog e ho più di qualcosa da farmi perdonare... ;)

Al solito, commentate, piacete la pagina facebook e magari cominciate a seguirmi su twitter, che sto meditando di cominciare a usarlo come canale preferenziale, facebook continua a massacrare il flusso di visite nascondendo i post che faccio sulla pagina.
Oltre a tutto ciò, vi ricordo che potete mandarmi in qualsiasi momento, usando i mezzi che più ritenete opportuni, le vostre opinioni su ciò che leggete di mio! ;)

Ecco, magari non con i piccioni viaggiatori... mi piacciono molto, ma il problema è che piacciono molto anche al mio cane, seppur in un modo diverso.

Buon lunedì mattina, gentaglia e andate a leggervi il nuovo raccontino, è proprio breve, 3 minuti di lettura per spezzare la monotonia di questo lunedì mattina!
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martedì 31 dicembre 2013

Tempo di bilanci e di auguri

Ciao a tutti, cari follower (all'inglese, così sembriamo più seri),

la fine dell'anno solare è sempre un po' il momento in cui ci si guarda indietro e si ragiona sui mesi appena trascorsi, si fanno un po' i conti con quello che si è fatto, con quello che non si è fatto, con quello si sarebbe voluto fare.

Mi dicono che tocchi anche a me fare una cosa del genere, quindi vediamo di rivivere in poche righe i miei ultimi 364 giorni e mezzo.

Quest'anno sono successe un sacco di cose.
Il bilancio generale ci dice che molte cose che mi auguravo andassero bene, invece sono andate da schifo (o, meglio, non sono andate proprio), mentre altre sono andate davvero molto bene.
Quindi il 2013 è stato un anno un po', come dire, bianco o nero, niente grigi.

Proviamo a fare l'oroscopo a posteriori.

AMORE: uhm, incolore. Qualche flirt, qualche frequentazione, niente che mi abbia convinto ma neppure nulla che sia andata a catafascio o mi abbia creato problemi, che è già meglio rispetto agli anni precedenti, quindi non mi lamento. 

FORTUNA: uhm, demmerda. Quasi qualsiasi cosa che sarebbe potuta andare bene o male per fattori che non dipendevano da me, è andata male. Se avessi avuto un briciolo di fortuna in quest'annata, ora sarei miliardario. Non sono miliardario, quindi la fortuna non si è fatta molto vedere negli ultimi mesi. (parlo a livello strettamente personale, ci sono ambiti in cui ha fatto del bene anche a me, ma sempre facendo del bene a qualcun altro, per queste cose sono molto grato).

LAVORO: eccoci, qui siamo al bianco più assoluto e al nero più profondo.
In alcuni ambiti (e ci ricolleghiamo alla fortuna assente), le cose sono andate che peggio non si potrebbe. Sono stato costretto ad accantonare diversi progetti in cui credevo molto (e in cui credo ancora, arriverà il momento in cui li tirerò di nuovo fuori dal cilindro e saranno bellissimi e funzionalissimi). Poi, una volta accantonati quelli, sono stato costretto ada ccantonarne anche molti altri in cui credevo così così.
In compenso, con la scrittura sta andando tutto molto bene. Ancora latitano i contatti con le grosse case editrici, ma, voglio dire, mi son messo a scrivere con un minimo di convinizone da meno di un anno. Ho già accumulato più di dieci pubblicazioni, ho vinto una dozzina di concorsi, ho scritto due sceneggiature per cortometraggi, ho iniziato a scrivere la sceneggiatura per una graphic novel, ho scritto un romanzo a 4 mani, ne ho scritto uno da solo, ho cominciato anche il terzo da solo, ho scritto metà di ciò che devo produrre per un progetto di scrittura collettiva (siamo in 6 scrittori) che potrebbe uscire una vera bomba, ho scritto i testi per diverse canzoni nonché accumulato una quantità di racconti che credo sfori la sessantina.
E poi dicono che Stephen King scrive tanto.
Sono anche diventato gestore di uno dei concorsi/laboratori letterari più frequentati del panorama web italiano, è stata una sorpresa quando mi hanno proposto la carica, ma l'ho accettata senza pensarci su troppo e, dopo 3 settimane al timone, devo dire che le cose stanno prendendo una bella piega.
A tal proposito, se a qualcuno dovesse venir voglia di imparare a scrivere con un po'di criterio, vi lascio il link al forum su cui si tiene il contest che modero io (che si chiama skannatoio 5 e mezzo)
La Tela Nera
Io, come praticamente ovunque in rete, sono master_runta. :)
Se aveste domande, curiosità o anche solo voglia di scrivere, sono a disposizione, se volete aggiungetemi su facebook:
Marco Lomonaco
Ci sono gran belle opportunità di pubblicazione e di notorietà per chi si volesse cimentare e si distinguesse per competenza e originalità.
Anche dal punto di vista editoriale le cose anche vanno molto bene, ho già tre diversi editori che credono molto in me e con cui, l'anno che viene, pubblicherò molto di quello che ho prodotto in questo 2013.
Ok, scrivere non mi fa guadagnare neppure lontanamente ciò che mi basterebbe per vivere, ma lamentarsi non ha mai aiutato nessuno, quindi testa bassa e lavorare, da qualche parte si arriverà, si spera prima di finire i soldi.
E se non si dovesse, beh, allora ci penserò.

SALUTE: la mia va abbastanza bene, anche quest'anno (come gli ultimi 20) è passato senza neppure un raffreddore, in compenso dormo un po'meno del solito e credo che prima o poi morirò.
Il mio amico mal di testa quest'anno (come gli ultimi 20) è stato una presenza quasi costante. Credo che la volta che non lo avrò, mi esploderà il cervello.
In compenso, tra i miei amici e i miei famigliari, c'è stata una sorta di epidemia di malesseri vari che non mi spiego.
Ho passato tanti di quei giorni in ospedale a tenere compagnia alle persone cui voglio bene che, boh, credo di essere a posto per il resto della vita.
Spero che sotto questo aspetto il 2014 sia più tranquillo.

Insomma, come vedete, le cose o vanno bene bene o male male.
E per un amante della stabilità come sono io, la cosa non è che sia esattamente il top.
Però vaffanculo, sono vivo, in buona salute, il mio cervello funziona e il mondo è sempre pieno di idioti.
In definitiva, al di là degli accidenti di passaggio, il mondo non è cambiato poi molto dall'anno precedente.


Mi dicono che devo anche piazzare qualche buon proposito per l'anno che viene.
Io i miei propositi li mantengo sempre abbastanza invariati (ricordate l'amore per la stabilità?), ormai ho scelto la rotta che voglio seguire a livello di attitudini e credo sia una buona rotta, quindi sarà difficile che la abbandoni.

Insomma, mi propongo di sputare sangue per inseguire quelli che sono i miei obiettivi, perché sono ambiziosi e non pretendo di raggiungerli senza muovere un dito, anzi. Io voglio meritarmi ogni briciola, perché è nel tragitto per i propri sogni che si diventa uomini, non al traguardo.
Poi mi auguro di poter fare sempre tanto per le persone cui voglio bene, esserci sempre per loro e augurarmi di non aver mai bisogno che loro ci siano per me.
Mi auguro anche di non aver mai bisogno di nessuno in generale, perché così sarà facile capire quali sono le persone che davvero contano qualcosa per me. In fondo, se non hai bisogno di nulla da qualcuno ma gli/le stai comunque accanto, vuol dire che quella persona è importante per te a prescindere. La trovo una bellissima cosa.
Poi mi propongo di non sprecare energie con gli stronzi. Vero è che le ripicche danno soddisfazione, vendicarsi è sempre una cosa che mette di buonumore, ma mi auguro con tutto il cuore di non avere tempo né voglia né risorse per pratiche del genere, seguiamo il "non ti curar di lor ma guarda e passa".
In fin dei conti se uno è stronzo, prima o poi avrà ciò che si merita, meglio mantenere le forze per proseguire col mio cammino che è già abbastanza duro di suo.
Un buon proposito che spero di poter realizzare in questo 2014 è quello di riuscire finalmente a prendermi una vacanza.
Amo talmente tutto ciò che faccio (anche perché mi rifiuto di fare qualsiasi cosa che non mi piaccia) che spesso mi dimentico che anche io potrei beneficiare di una pausa ogni tanto.
Potrebbe salvarmi la vita, oppure uccidermi, chissà. :)
Poi voglio imparare a cucire vestiti.
Niente di troppo complesso, voglio solo imparare come si fa, anche perché finché il mondo si ostina a fare i cappucci delle felpe troppo piccoli per tutti i miei capelli, per me i cappucci rimarranno off limits, cosa che non mi piace, io amo i cappucci.
Quindi mi cucirò da solo delle felpe senza maniche con i cappucci giganti!
Dovrò anche mettermi d'impegno, entro i 30 anni devo fare il mio primo milione di euro e, pur essendo sulla buona strada, mi manca ancora molto.
Quindi, all'arrembaggio!

Basta.

A voi invece auguro un sacco di cose superfiche.
Un augurio che mi piace fare è quello che il buon Dio (per chi ci crede) vi possa fare dono di tutto ciò di cui avete e avrete bisogno, che è ben diverso da dire "ti auguro tutto ciò che vuoi".
Le persone spesso hanno ben chiaro cosa vogliono, ma non ciò di cui hanno bisogno.
Per questo ci sono tante persone che hanno sempre un sacco di cose, ma manca sempre loro un po'di sana felicità.
Quindi siate felici, amici miei, e siate felici anche voi, nemici miei. Io vi auguro di tutto cuore il meglio che vi possa capitare, e anche di più!

Buon anno nuovo,
Marco

P.S. No, non sto per dirvi di likare la mia pag fb o di condividere questo post, fate come volete. Voglio solo lasciarvi un'immaginetta che potrebbe essere un buon desiderio per l'anno nuovo... ;)



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martedì 22 ottobre 2013

E poi dicono che "bisogna avere fiducia"

Buongiorno a tutti, oggi vi tedio con una piccola riflessione, noiosa se vogliamo, sull'editoria. Visto che buona parte del discorso fa un quadro dell'editoria in Italia e di alcuni meccanismi che il lettore medio non conosce, si può tranquillamente saltare e andare all'ultimo paragrafetto (breve) che è la conclusione nonché il punto del discorso. ;)

Premessa: in Italia ci sono una roba tipo ventordicimila editori, di cui una manciata grossi, tutti gli altri piccoli. Ignoriamo quelli grossi, che tanto in Italia possono fare quello che vogliono (anche se di recente...) e focalizziamoci sugli altri.
Dopo quasi 2 anni nel panorama dell'editoria indipendente, mi sono fatto l'idea che di buone penne ce ne siano diverse, ma di grandi penne davvero poche poche (ma proprio, seriamente, poche poche).
Ora, visto che di materiale davvero degno uno scrittore può produrne una certa quantità all'anno (esageriamo senza ritegno, diciamo un romanzo al mese), e mettiamo che le penne davvero degne (esageriamo ancora in modi imbarazzanti) siano cento. abbiamo 1200 romanzi/scritti/raccolte davvero validi/e.
Mettiamo che, poco poco, ogni casa editrice indipendente ne pubblichi uno di questi, abbiamo 1200 case editrici indipendenti che pubblicano roba davvero bella.
Ma le altre ventordicimila meno queste 1200? Rendiamoci conto che pubblicano roba tutto sommato mediocre o carina ma non eccelsa. Tutto ciò quando va bene, diverse pubblicano cose che sono un insulto a scrittori, lettori e altri editori (e su questa frase torniamo a inserire anche i grandi editori).
E tutto ciò, per me, è un triste dato di fatto su cui c'è poco da discutere.

Ma cosa implica tutto ciò?
Mettiamoci per un attimo dalla parte del lettore.
Io lettore voglio comprare un libro, cosa faccio?
Accendo il cervello (spero) e comincio a ragionare:
Voglio un bel libro, cerco un bel libro, vado in libreria e chiedo al libraio di consigliarmi qualcosa direttamente a voce oppure indirettamente cercando tra gli scaffali, tra libri che lui ha "selezionato" per voi in precedenza (e qui abbiamo già fatto saltare per aria la stragrande maggioranza degli editori indipendenti che in libreria sugli scaffali non ci arriva MAI perché la distribuzione è in mano alle grosse case editrici).
Percorso alternativo:
Accendo di più il cervello e accendo il computer. Cerco delle case editrici specializzate nel genere che vorrei leggere, spulcio le copertine, leggo qualche recensione di qualche sito/blog (vatti a fidare), cerco qualche informazione sull'autore, qualcosa di suo da scaricare gratuitamente per farmi un'idea di cosa/chi andrò a leggere e poi scelgo.
La verità è che il percorso alternativo non lo sceglie quasi nessuno, ma anche se lo scegliessimo tutti, si presenta un altro problema:
Vi ricordate le ventordicimila case editrici indipendenti che pubblicano solo cose mediocri?
Ecco, il punto è il seguente:
Chi ha il tempo di spulciare tutto ciò che pubblicano tutte queste case editrici alla ricerca di ciò che davvero vale la pena leggere (perché scritto bene, intendo, il discorso esula dai gusti personali) ?
L'alta qualità è nascosta e sepolta sotto montagne di -non si può dire-, e scavare in mezzo alla -non si può dire- non piace a nessuno.
Un ultimo spunto: l'autopubblicazione.
Se le case editrici in genere pubblicano solo -non si può dire- (badate bene, le eccezioni ci sono e sono anche delle belle realtà), la situazione peggiora nel settore autopubblicazioni.
Ho avuto modo, di recente, di scaricare diversi (una sessantina, quindi non proprio pochi) ebook di persone che ne tessevano le lodi, supportate dalle considerazioni di diverse persone.
Ripeto che non ne sto facendo una questione di gusto personale, ma solo una questione tecnica.
Insomma, non ne ho trovato NEMMENO UNO che rispondesse a dei requisiti minimi di scorrevolezza, correttezza grammaticale, sintattica, lessicale, di intreccio, di empatia, coerenza, verosimiglianza, eccetera... dicendola in termini di twitter: #neancheciabbiamoprovato.
Io ora penso, (scusate se ci saranno volgarità):
"Ma vaffanculo! Mettere le dita su una tastiera non fa di te uno scrittore e se scrivi così vuol dire che non leggi, altrimenti la differenza tra quello che produci tu e uno scritto umano la noteresti. Se pretendi di scrivere senza aver prima letto..." il pensiero finitelo pure voi con la frase che più vi aggrada, ma siate crudeli!
L'esercito degli autopubblicati/andi è composto, per la stragrande maggioranza, dalla gente che, dopo aver mandato il proprio manoscritto a tot case editrici, si è vista rispondere "ascolti il suo manoscritto fa schifo, impari a scrivere e poi ne riparliamo", ma invece che capire che se in tot professionisti del settore ti dicono tutti la stessa cosa e gli unici che ti dicono che sei bravo è perché vogliono scucirti montagne di soldi (vedi "editoria a pagamento") allora magari è vero che non sei proprio bravo a scrivere. Ma loro no, si impuntano e dicono "il mio libro è il più bello di sempre, se gli editori non mi capiscono, allora gli editori non avranno un centesimo dei miei soldi, mi autopubblico".
Ora, concordo sul fatto che non tutti gli editori siano competenti, ma concordo di più col fatto che gli aspiranti scrittori con delle vere capacità sono proprio quelli che si rifiutano di proporre un lavoro fatto con il duodeno e che se un editor dice loro "guarda che qui, qui e qui hai fatto un sacco di cazzate", rileggono e ragionano, modificano, correggono, perché prima di tutto RISPETTANO I LETTORI A CUI VOGLIONO PROPORRE UN BRANO.
Sì, perché io, parlando da lettore e non da scrittore, mi sento insultato quando un autore o un editore mi propone di spendere dei soldi per un brano non curato (si parla sempre dell'aspetto tecnico, la trama e l'approccio poi possono piacere o meno, ma è questione di gusto e su quello c'è poco da fare, ognuno ha il proprio). Mi sento proprio come se, dopo aver speso i miei soldi per fare un acquisto, il venditore mi dicesse "tiè, idiota, ti sei fatto fregare come un pollo. Sfigato!" e queste cose non solo mi fanno incazzare, ma riducono anche drasticamente la mia propensione all'acquisto di altre opere secondo le stesse modalità, e chi ci va di mezzo sono quelli che invece i miei soldi li meriterebbero tutti.



La cosa peggiore in quest'ottica è proprio che, qualora un autore valido volesse autopubblicarsi (ne conosco diversi che lo hanno fatto per motivi sensati), troverebbe il proprio valido lavoro che naviga in mezzo a un mare di quella sostanza organica che non si può dire... e come fare a farsi notare in mezzo a tutto ciò prima di venire letto?
La soluzione proposta dal sistema sono le "recensioni/valutazioni".
Io sono un accanito sostenitore delle recensioni degli utenti, ma anche qui c'è qualcosa da dire.
Se io dovessi autopubblicare qualcosa, è chiaro che i primi a comprarla sarebbero amici e parenti, tutta gente a cui si può chiedere "dai, scrivimi una buona recensione e dammi un voto alto, così il mio romanzo sale in graduatoria e mi comprano anche gli altri".
Quindi anche il sistema delle recensioni non è poi così affidabile.
Personalmente, ritengo un prodotto più valido se ha una media di 3/5 e 500 votanti di uno che ha 5/5 e 10 votanti. Prima di tutto perché solo una ristretta percentuale delle persone lascia voti e commenti, poi perché per esperienza so che se fai leggere a tot persone qualcosa, non piacerà a tutte, MAI!

Tutto questo per dire che l'editoria, sia homemade che tradizionale, sia grande che piccola, dovrebbe prestare più attenzione ai lettori, portare più rispetto.
Smettere di pensare che siccome mi chiamo Feltrinelli allora la gente comprerà quello che dico io anche se è un prodotto mediocre (più che altro perché poi la gente lo fa e si rovinano generazioni di lettori che credono che... lasciamo perdere...).
Smettere di pensare che si è capaci di fare qualcosa se non se ne hanno neppure le basi. La possibilità di pubblicare ormai è stata data a tutti, purtroppo non a tutti è stato dato anche un senso critico.
Poi, per quanto riguarda i lettori: commentate, votate, lasciate SEMPRE le vostre impressioni. Sono molto serio quando vi dico che è importante. Positive o negative che siano.
Fatelo per voi, perché così vi aiutate a scegliere qualcosa che non vi sarà stato imposto da qualcuno dall'alto, ma vi sarà stato consigliato da chi è come voi.
Recensire è il miglior regalo che possiamo fare a noi stessi, perché dovremmo ormai essere stanchi di sbagliare e pensare...
"e poi ci dicono che bisogna a vere fiducia".
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