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mercoledì 12 febbraio 2014

Factory editoriale - altro giro altra corsa

Ciao a tutti, oggi vi aggiorno un po' sui progressi della factory editoriale di cui, vi ricordo, faccio parte anche io.
Negli scorsi mesi non ne sono potuto essere una parte particolarmente attiva a causa di svariati imprevisti di natura personale, ma questo non le ha impedito di crescere, di lavorare, di muovere i primi passi e di trovare piano piano i suoi equilibri.

Oggi ve ne parlo un po', spettegoliamo di qualcosa di cui ancora non si sa moltissimo.

Cosa sia la factory ve l'ho spiegato già in QUESTO post, ma approfondiamo.
La Factory si propone di sovvertire diverse regole di base dell'editoria contemporanea e tradizionale.
In genere in una casa editrice ci sono due diversi livelli: chi scrive e chi gestisce.
Chi scrive sono, tautologia, gli scrittori, quelli che passano fisicamente le ore al computer (i più nostalgici alla macchina da scrivere o con carta e penna); mentre chi gestisce è l'editore, assieme a tutto il suo team, composto da ufficio stampa, editor, correttori bozze, grafici, illustratori e chi più ne ha, più ne metta.
Anche la factory ha tutte queste figure, ciò che la rende diversa è che gli scrittori non sono solo scrittori, non subiscono passivamente ciò che l'editore decide o "ordina" (può sembrare una cosa di poco conto per chi non ha mai avuto a che fare con l'editoria, ma non lo è, fidatevi).

Nella factory si discute, si è parte attiva della vita "dell'impresa" casa editrice. Si viene interpellati per definire le direttive editoriali, le strategie di marketing, le collane, la valutazione dei manoscritti, eccetera. Ognuno con le proprie competenze, dà un contributo dove può darlo.
Per farvi il paragone, è come se l'AD di una grossa azienda andasse a chiedere agli operai cosa secondo loro si potrebbe fare per rendere migliore il luogo di lavoro, per ottimizzare la produzione, per aumentare la produttività, eccetera. Poi tenesse (addirittura) conto di ciò che gli è stato detto.
Insomma, quasi fantascienza.

Come metro di giudizio per questo "esperimento" che sa sempre più di realtà, vi riporto un semplice dato: a dicembre sono usciti i primi 3 libri della factory e due sono già esauriti, attualmente in ristampa. Non male, direi.
Ho visto gente (non direttamente coinvolta) impegnarsi a organizzare campagne pubblicitarie, presentazioni, letture, eventi culturali. Ho visto un editore (il nostro megadirettoregalattico Aldo Moscatelli) mettersi più volte sullo stesso piano degli autori e non avere timore né vergogna a chiedere consigli, opinioni, senza imporre sempre le cose dall'alto (e, diciamocelo, chi impone sempre tutto, spesso non impone nemmeno cose troppo sensate).

Insomma, questa factory è stata una buona sorpresa anche per me che ne faccio parte.

Perché se è vero che Aldo (Moscatelli, l'editore di cui sopra) ha fatto una scommessa a prendere questa direzione, credo che anche gli autori che hanno deciso di seguirlo abbiano a loro volta scommesso su di lui. O, almeno, io mi sono sentito così, come qualcuno che aveva l'occasione di scommettere su qualcosa.
E ho scommesso. Ho fatto del mio meglio per far sì che questa scommessa risultasse vincente, così come hanno fatto gli altri autori e, vi dirò, pare che questa scommessa per ora si stia vincendo.

Ma questo è il passato, vediamo un po'cosa ci riserva il presente.
Proprio di questi giorni, la factory è uscita con diverse novità.

Il primo video di presentazione e sponsorizzazione della factory è online. Molti lo descriverebbero come pubblicitario, ma la verità è che è un cortometraggio che veicola un bel messaggio, a prescindere dal fatto che questo messaggio ve lo stia proponendo la factory.

Vi lascio il link a cui potete guardarlo, secondo me val bene la pena di investirci qualche minuto del vostro tempo, fa anche ridere (cioè, io ho riso guardandolo, e non c'entra il fatto che abbia la risata facile).


Al solito, chi legge da mobile può guardarlo cliccando QUI
(anche se potreste scaricare dolphin, da anni miglior browser per cellulari e tablet, che vi fa vedere i video di youtube direttamente sulle pagine che visitate, è gratis)



Un'altra novità è quella più "caratteristica" della nuove uscite. Da oggi, infatti, è disponibile per l'acquisto il nuovo terzetto di pubblicazioni.

Vorrei parlarvene io, ma visto che non li ho ancora letti lascio il compito di incuriosirvi ad Aldo (sempre Moscatelli, sempre l'editore) che ne ha fatto delle brevi presentazioni sul blog della factory.
Trovate il post relativo QUI. Io intanto vi lascio un'immagine con le loro copertine.




Le uniche cose che vi dico di questi libri sono le seguenti:

  • Condominio Marrakesh è un titolo davvero bello, infatti appena avrò un minimo di tempo per rimettermi a leggere, io di sicuro me lo compro.
  • Il mondo sopra ha una recensione che mi fa venire voglia di leggerlo. Comunque, l'autore (Michel Franzoso) ha scritto una sorta di spin-off del romanzo sulla piattaforma di narrativa interattiva THe iNCIPIT (gestita molto bene, tra l'altro, è una di quelle cose che mi riprometto sempre di fare ma poi non ci riesco mai... tra l'altro la gestisce un amico). Comunque, la storia si intitola ROBOT e la potete leggere gratuitamente QUI. Sono già online i primi 5 capitoli, quindi se li leggeste tutti, alla fine del quinto potreste votare quale sia lo sviluppo di trama che preferite e obbligare quindi Michel a seguire la trama che voi volete e non quella che vorrebbe lui (ebbene sì, potete essere dispettosissimi, io lo farei! Sarà per questo che non scrivo ancora su the incipit? Avrò paura che voi mi riserviate lo stesso trattamento? Chissà... XD )
  • Di Adriel non so dirvi nulla, per ora. A parte che, leggendo cosa ne dice la presentazione, sembra un romanzo molto solido, di quelli che difficilmente lasciano delusi. Magari vi aggiorno più avanti, quando il lavoro la smetterà di succhiarmi via anche l'anima, oltre che tutto il tempo libero.


Insomma, la factory macina chilometri, accumula pubblicazioni e uscite, l'entusiasmo all'interno è crescente.

E riguardo il futuro di questa factory, che vi dico?
Vi dico che, giusto pochi giorni fa, ho parlato con Aldo (sempre lui, è inutile che continuiate a pensare a Brad Pitt in "Bastardi senza gloria", e nemmeno a "tre uomini e una gamba") e ci siamo messi d'accordo a grandi linee sul romanzo che comincerò a scrivere a breve proprio per la factory.
Sto ancora dando modo alle idee che ho avuto di svilupparsi nella mia testa e di raggiungere in modo autonomo una struttura soddisfacente, poi mi metterò a scrivere come uno schiavo e lo finirò prima che possiate dire quidditch [cit.].
Quindi restate sintonizzati, magari le prossime novità che vi sentirete riportare potrebbero essere "buonasera, ragazzi e ragazze, esce il mio romanzo per la factory".

Come sempre vi amo tantissimo e vi invito a mettere un bel "like" alla pagina facebook della factory e, se già non l'aveste fatto, anche alla mia.

Buon "mercoledì da leoni". ;)
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domenica 18 agosto 2013

Quando i leoni muoiono...

Questo è un post per tutti coloro cui piace leggere.
Se siete qualcuno (o qualcuna) che, mettendo assieme i vari stralci, ha letto un libro e mezzo, ristretto, corretto hollywood, allora potete ignorare tranquillamente questo post. Non perché non mi piaccia chi non legge, anzi, a dire il vero è proprio perché non mi piace chi non legge.
Hahaha, scherzo dai, ma sono anche uno scrittore, capitemi... ;)

Comunque, tornando a noi, SE siete persone che provano piacere nella lettura, SE siete persone a cui il mondo va un po'stretto, SE siete persone che vogliono di più, allora vi parlo di un progetto: la factory editoriale.

La factory è tante cose, un gruppo non omogeneo di autori con omogenei obiettivi, una scuola di scrittura, un gruppo di editing, un ammasso raziocinante di menti malate nel miglior modo immaginabile.
La factory è un'ambizione.
L'ambizione di poter fare qualcosa come le formiche e non come i leoni. Se nasci leone non è difficile ruggire e farti sentire a miglia e miglia di distanza. Se nasci formica, invece, devi agire in modo diverso: devi raggiungere le altre formiche, una alla volta, parlare con loro e far loro capire che lavorando tutte assieme, ognuna con il proprio compito, si può creare qualcosa di grande, efficiente, efficace, splendido.
Noi autori della factory abbiamo già cominciato a costruire il formicaio, lo abbiamo progettato grande, perché tutte le formiche che si sono un po'stancate di lasciare che i ruggiti dei leoni scandiscano la loro vita possano avere un posto dove accomodarsi, sentirsi a casa e vicini a persone come loro, non personaggi imposti dall'alto senza qualità né quantità.
Una formica non può permettersi di non fare il proprio dovere, una formica rispetta chi ha accanto e sa che il successo si raggiunge solo se ognuno fa la propria parte.

Ora, la mia parte, come quella dei miei colleghi della factory, è quella di produrre, scrivere, organizzare eventi, avvicinarci a voi.
La vostra, se doveste volerlo, sarebbe quella di venirci a trovare, interessarvi a quello che facciamo, lasciarci avvicinare per fare PER voi esattamente ciò che i leoni fanno DI voi.
Noi raccontiamo storie, belle storie, storie da condividere accanto a un falò sulla spiaggia, sotto una coperta in una baita di montagna o nell'intimità delle nostre case.
Queste storie vogliamo raccontarle a voi, perché è per voi che lavoriamo.
Quello che chiediamo non è nulla più di quello che già fate, solo in un modo diverso, più audace. Vi chiediamo solo il coraggio di fare un passo nella nostra direzione, uno solo, tutti gli altri li stiamo già facendo noi.

Volete saperne di più sulla factory? Volete sapere quando usciranno i nostri libri, dove li presenteremo, come aiutarci a ingrandire il nostro formicaio?
Bene, non potrei essere più felice.
Scrivete un'email a info@casadeisognatori.com in cui chiedete esplicitamente di essere aggiunti alla mailing list del progetto, regolarmente (ma non così spesso da infastidirvi, ci mancherebbe) sarete aggiornati su tutto ciò di cui sopra e molto altro.

Il vostro supporto per noi è la cosa più importante, e sapete perché?
Perché l'unione fa la forza, perché ride bene chi ride ultimo, perché quando i leoni muoiono, sono le formiche a sbiancarne le ossa.
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venerdì 19 luglio 2013

Factory Editoriale

C'era una volta una casa editrice piccola ma funzionale di cui, tra l'altro, non avevo mai sentito parlare. Perdonatemi ma sono in questo modo da relativamente poco tempo.

Il padrone di casa un bel giorno ha deciso che voleva fare le cose in grande e ha ben pensato di ingrandire lo stabile e di avviarci dentro una bella fabbrica.

Ha spulciato tanti curricola (tra cui il mio) e ha deciso la composizione del suo team di lavoro, il capitale umano necessario allo svolgimento delle attività.

E fu così che fu avviata la prima factory editoriale italiana, e fu così che mi sono ritrovato a farne parte.

In buona sostanza, ora ho un editore che vuole pubblicare ciò che scrivo, ho altri scrittori a supporto, ho una struttura cui dare il mio aiuto e da cui ricevere aiuto in caso di bisogno.
Sono contento di tutto ciò.

Chi mi conosce, però, sa che io agisco per il meglio ma mi preparo sempre al peggio.
Le premesse sono molto buone, staremo a vedere ora come evolverà la situazione, se si riuscirà a instaurare un buon rapporto di collaborazione con gli altri autori, se il dialogo sarà costruttivo, se si formeranno i tipici "gruppetti" di manipolazione.
Insomma, l'idea è buona, il primo approccio anche, ma quando ci sono degli interessi in ballo, ho imparato che le persone si comportano nei modi più assurdi, anche autodistruttivi a volte.

Confidiamo nell'editore che, a mio avviso, pare una persona competente e intransigente il giusto per tenere eventuali arroganti (che non mancano MAI) in carreggiata.

Quindi un sentito in bocca al lupo a tutti quelli a bordo, all'editore, a me nello specifico e a questo progetto ambizioso, che non debba mai naufragare e non perda mai la bussola.
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